Non sappiamo cosa sia realmente accaduto nei boschi di Giaglione questa notte. Anche se abbiamo sempre notato una certa tendenza ad estremizzare gli accadimenti il giorno dopo e a “ricordare male” nei processi da parte delle massime autorità di Digos e Ff.Oo.
Strano che a nessun leader sindacale venga mai in mente di dire: basta, la popolazione non vuole quest’opera e noi a queste condizioni non possiamo e non vogliamo mandare i nostri uomini e donne. Ma d’altronde, si sa, i sindacati hanno lo stesso difettuccio della politica: non rappresentano i propri iscritti e perseguono solo le proprie mire “politiche” in combutta con i poteri forti del Paese (banche, assicurazioni, grandi aziende, monopolisti, concessionari), che possono alzare e abbassare il pollice sulle ambizioni di chicchessia.
La logica è: un’opera inutile crea lavoro, anche per le Ff.Oo. E questo è il caso dell’esimio Centrella. Strano invece è pensare che se i singoli agenti potessero parlare direbbero che la maggior parte cerca di mettersi in malattia e di non venire in Valsusa, non per paura, ma* per vergogna di dover opprimere le giuste ragioni di un popolo*. D’altronde sono servitori dello Stato, mica squadracce fasciste come certi parlamentari e certi sindacalisti all’unisono vorrebbero. Non si può realizzare un’opera contro il volere del suo popolo e contro l’evidenza scientifica. La politica si dimentica, volutamente, di essere eletta pro tempore a rappresentare la volontà del popolo e non a reprimerla e sostituirla con altra di dubbia origine e finalità.
Davide Bono Capogruppo MoVimento 5 Stelle Regione Piemonte
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