martedì, Luglio 21, 2026

Torrazza Piemonte: emergenza territoriale tra biomasse e smarino.

*Torrazza Piemonte: emergenza territoriale tra biomasse e smarino.* Ho interrogato oggi la Giunta regionale in merito alla realizzazione della centrale a biomassa legnosa di Torrazza Piemonte. Questa centrale si può considerare un caso esemplare di una situazione che ormai ha assunto i contorni di una vera e propria emergenza territorale: la produzione della filiera di biomassa legnosa ad uso energetico della Regione è ormai ampiamente insufficiente ad alimentare le centrali esistenti, ma nonostante questo si continuano a realizzare nuovi impianti, portando ad un import selvaggio di materia prima, contravvenendo ai principi delle fonti rinnovabili che devono essere reperibili in loco e sostenibili. Il tutto peggiorando la qualità dell’aria. Di che fonti rinnovabili stiamo parlando? La società Eoslab Srl ha ottenuto l’autorizzazione garantendo che l’impianto rispetterà le linee guida autorizzative mediante il recupero del calore in cogenerazione, attraverso la realizzazione di serre per colture idroponiche. Di fatto, attualmente, si tratta di un semplice impianto che produce energia elettrica e delle serre ancora non c’è traccia. Ricorda l’Assessore Quaglia che il Comune di Torrazza, per quanto riguarda il Piano Regionale di Tutela e Risanamento della Qualità dell’aria, si trova in zona di mantenimento, con l’obiettivo di preservare la migliore qualità dell’aria ambiente compatibile con lo sviluppo sostenibile. Il che vuol dire tutto e nulla. Certo, viene un po’ da sorridere, considerando che questo territorio, già sede di una grande discarica di rifiuti speciali e di un’imponente cava a cielo aperto, della CogeFa, è prossimo al deposito di scorie nucleari più grande d’Italia, quello di Saluggia, e ad un Comune, quello di Chivasso, sede della discarica SMC e della centrale Edipower. Non so, pertanto, quanto possa essere rassicurante per i cittadini apprendere che Eoslab ha notificato una comunicazione di inizio lavori relativo a serre idroponiche e che l’eventuale mancato rispetto potrà essere perseguito, con risvolti di carattere penale. Ma ancor meno rassicuranti sono le affermazioni dell’Assessore sul futuro monitoraggio della qualità dell’aria, in modalità discontinua, garantito dal fatto che Torrazza è (anche!) interessato dalla Nuova Linea Torino Lione, avendo messo a disposizione un sito di deposito dello smarino proveniente dallo scavo del cantiere TAV in Val di Susa. Ed è questa l’ennesima emergenza di un territorio devastato e dimenticato dalla politica dei partiti. Davide Bono Capogruppo MoVimento 5 Stelle Regione Piemonte — Ufficio Stampa gruppo consiliare regionale MoVimento 5 Stelle 347-1498358

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