martedì, Luglio 21, 2026

Sanità: Lanzo rimarrà ospedale, sulle emodinamiche moratoria di un mese, per il personale mobilità interaziendale

*Sanità: Lanzo rimarrà ospedale, sulle emodinamiche moratoria di un mese, per il personale mobilità interaziendale* L’ospedale di Lanzo rimarrà un ospedale territoriale con un Pronto Soccorso di Area Disagiata, esattamente come per Ceva. Questa la principale novità della Commissione Sanità di questa mattina. Sulla riorganizzazione delle emodinamiche con chiusura di Moncalieri, Ciriè e Orbassano si parla di moratoria di almeno un mese, in tempo per far elaborare un nuovo documento al GISE (cardiologi interventisti). Ho chiesto all’Assessore Cavallera se è vero che intendeva rimettersi alla imminente sentenza del TAR contro la chiusura dell’emodinamica del San Luigi di Orbassano e mi ha risposto dicendo che “il TAR può fare quello che vuole ma a meno che non abbia un fondo da donare alla Regione Piemonte sarà difficile che possa opporsi al Piano di Riorganizzazone Sanitario”. Eppure ancora nulla è stato detto sui risparmi presumibili dalla riorganizzazione delle emodinamiche: per quella di Orbassano in particolare si prevede una sanzione di diversi milioni di euro per l’interruzione ante tempo del contratto di servizio. A questo punto urge che diventi questione da Corte dei Conti. Sui punti nascite avanti tutta con la chiusura di Domodossola, Carmagnola, Bra dal 30.06.2013 e Acqui Terme dal 30.06.2014, nonostante io abbia più volte sottolineato la specificità territoriale di alcuni e gli artifizi aziendali per far scendere sotto alla soglia dei 500 parti/anno per altri. Mistero sulla durata e i motivi del mantenimento di quello di Susa. E anche qui è giallo sui risparmi. La tabella assegnataci, che dovrebbe essere girata a Roma, prevede una colonna di “impatto” al 2013 e una di “impatto” al 2014. Tale impatto viene dato tutto dal costo del personale al 2012. Ovviamente l’impatto non può essere pari al risparmio, in quanto il personale ovviamente non può essere licenziato. Infatti è stato chiarito a mia precisa domanda che il personale dei 10 ospedali chiusi o riconvertiti andrà a mitigare gli effetti del blocco del turnover che nel 2013 coinvolgerà 186 dirigenti medici e 116 infermieri professionali che andranno in pensione, venendo sostituiti solo per il 50% peggiorando la già difficile situazione dei nostri ospedali. Tutto ciò dimenticandosi che il personale restante dovrà farsi carico della domanda di cure degli ospedali dismessi/riconvertiti. In più medici ed infermieri provenienti dai 10 ospedali disattivati/riconvertiti potranno essere spostati non solo all’interno della stessa ASR, ma anche a livello interaziendale, comportando non solo un aggravio di costi non indifferente per i lavoratori, ma anche e soprattutto un peggioramento della qualità di vita notevole con, temo, riflessi negativi sull’erogazione delle cure. Immaginare che un medico o un infermiere che lavora su tre turni debba spostarsi di oltre 100 km mi fa rabbrividire. Ho ben in mente la situazione della struttura di cura Villa Cristina di Torino i cui lavoratori sono stati spostati fin sul Lago Maggiore. Non vorrei che anche qui si mirasse ad esasperare i lavoratori più deboli portandoli alle dimissioni. *Spero che i sindacati vigilino sulle assegnazioni e che non ci siano i soliti meccanismi ricattatori e di selezione non per storia familiare ma per simpatie, magari politiche.* Davide Bono Capogruppo MoVimento 5 Stelle Regione Piemonte — Ufficio Stampa gruppo consiliare regionale MoVimento 5 Stelle 347-1498358

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