sabato, Settembre 12, 2026

Approvata la legge sull'urbanistica. Copianificazione ok, partecipazione e sostenibilità cercasi

*Approvata la legge sull’urbanistica. Copianificazione ok, partecipazione e sostenibilità cercasi* Il ddl 153, riforma della Legge Urbanistica, è stato discusso per 2 anni, prima in Commissione, poi da luglio 2012 in Aula. Fortunatamente, è stato modificato molto rispetto al testo originale, vista la forte opposizione del MoVimento 5 Stelle e di pochi altri gruppi d’opposizione. Mi soffermo sull’art 2 che ha titolo “copianificazione, partecipazione, sostenibilità”. *Copianificazione, sì.* L’oggetto del provvedimento era proprio quello di estendere le conferenze di copianificazione dalle varianti strutturali alla redazione dei Piani Regolatori e varianti generali. Può essere un passo in avanti, ponendo Comuni e Regione sullo stesso piano e facendo risparmiare del tempo, pur mantenendo in capo alla Regione un forte potere di controllo sui Comuni, che spesso usano l’urbanistica come cassa per le spese correnti, grazie agli infausti “oneri di urbanizzazione”. *Partecipazione, dove? *Sia nella Commissione Tecnica Urbanistica, che nella Commissione Regionale dei Beni Culturali e Paesaggistici e nel resto del testo, non vediamo introdotti significativi elementi di partecipazione dei cittadini portatori di interesse o delle associazioni a tutela del territorio o di categoria, nonostante fosse stato da noi richiesto più volte. Auspichiamo che anche la tanto attesa digitalizzazione dei documenti della PA non diventi di impedimento all’accesso agli atti da parte dei cittadini richiedenti per poterli, eventualmente, impugnare. *Sostenibilità?* Nel primo articolo invece di introdurre il rivoluzionario, ma già diffuso in Italia, concetto di “stop al consumo di suolo”, si fa un piccolissimo passo avanti rispetto alla legge del 1977, passando da “controllo e gestione dell’uso del suolo” a *”contenimento dell’uso del suolo…se non vi sono soluzioni alternative*”. Quale soluzione alternativa si ha al consumo di suolo vergine per costruire villette a schiera che restano invendute e capannoni che restano sfitti? Quella di preservare il suolo e di riutilizzare l’esistente. Ma deve essere scritto in legge. Ricordo che grazie alla mia ferrea opposizione l’articolo sulle varianti parziali è stato pressoché riportato allo stato originale, escludendo di fatto dalle varianti parziali, sottratte al controllo regionale, il residenziale salvo i Comuni con meno di 10 mila abitanti. In questo caso il peggioramento è stato limitato: tali Comuni potranno continuare a costruire residenziale con varianti parziali, ma da domani anche senza aver esaurito la propria capacità insediativa, rendendo di fatto inutile redigere nuovi Piani Regolatori Generali, fino ad un limite del 4%. Auspichiamo che le riforme di cui necessita il suolo piemontese vengano fatte dalla prossima Giunta. A 5 stelle nelle forme e/o nei fatti. Davide Bono Capogruppo MoVimento 5 Stelle Regione Piemonte — Ufficio Stampa gruppo consiliare regionale MoVimento 5 Stelle 347-1498358

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