martedì, Luglio 21, 2026

Vicinanza ai lavoratori ILVA piemontesi

*Vicinanza ai lavoratori ILVA piemontesi*

Il Piemonte segue con preoccupazione l’evolversi della situazione dell’Ilva: anche il destino degli stabilimenti di Novi e Racconigi (quasi 900 lavoratori) è legato ad un decreto, in via di approvazione, che, a detta di Monti, “si farà carico di garantire controlli seri e rigorosi” d’ora in poi. Ma la serietà e il rigore dove sono stati in tutti questi anni? E adesso chi sono i responsabili di questa tragica situazione? Il Governo che, in tipico stile italiano, si trova ad operare in una situazione di grave emergenza, con il Ministro Balduzzi afferma che il Consiglio dei Ministri dovrà “rendere compatibili, salute, ambiente e lavoro e sviluppo”. Si può fare ma con interventi strutturali e facendo rispettare le leggi e non sospendendone l’efficacia. E’ forse il punto più basso della politica italiana, sospendere per decreto una sentenza del Giudice e consentire per 24 mesi una libertà di inquinare, sollevando un pericolosissimo precedente di sopraffazione del potere esecutivo sul giudiziario. Altroché magistratura politica: politica giudicante. Ma soprattutto: di chi è la responsabilità di aver permesso ad un’azienda di produrre senza la minima considerazione della salute dei cittadini? Si doveva necessariamente arrivare al punto di dovere scegliere tra salute e lavoro? Servono interventi rapidi e risolutivi, ma servono soprattutto norme che costringano le aziende ad operare nel rispetto dell’ambiente e della salute, investendo le giuste risorse nella prevenzione e non inseguendo sempre e soltanto il profitto. Inoltre, stabilimenti di trasformazione come Novi e Racconigi non dovrebbero essere vincolati esclusivamente alla filiera produttiva del gruppo, specie quando questa corrisponde ad una unica realtà produttiva (Taranto): tutto ciò suona molto come tentativo di strumentalizzazione e ricatto. Gli stabilimenti possono approvvigionarsi altrove e pare difficile credere che non esista un piano aziendale che in caso di emergenza consenta di bloccare la produzione senza prevedere altre fonti di approvvigionamento. L’azienda sta continuando a dettare le regole, pur essendo ancora nelle mani delle stesse persone che sono causa di questa situazione: è gravissimo che il Governo stia al gioco. Noi possiamo permetterci di non essere “obbligatoriamente ottimisti” come il Ministro Clini e, pur con tutta la vicinanza ai lavoratori, riteniamo che si debba operare nel rispetto della legge. Un Paese civile dovrebbe avere pronti gli strumenti di welfare per non lasciare indietro nessuno. Questa cultura fondamentale deve essere portata avanti dai cittadini che il M5S porterà in Parlamento. * Davide Bono – Capogruppo in Consiglio regionale MoVimento 5 Stelle MoVimento 5 Stelle Novi Ligure MoVimento 5 Stelle Racconigi** *

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