domenica, Luglio 19, 2026

RIDUZIONE CONSIGLIERI A 50 E FINTA ESPULSIONE DI GIOVINE: L’ENNESIMA PANTOMIMA DI COTA

Oggi in Consiglio Regionale si è svolta l’ennesima pantomima.
Il Consigliere Giovine, condannato in appello per le firme false raccolte a sostegno della sua lista “Pensionati per Cota”, aveva intenzione di tenere in scacco il Consiglio Regionale sulla votazione della proposta di legge per la riduzione dei Consiglieri da 60 a 50 e degli Assessori da 14 a 11.
Il Presidente Cota ha battuto platealmente i pugni sul tavolo, affermando di volere Giovine fuori dalla maggioranza. Ma chi l’ha messo lì dentro? Con i 27mila voti raccolti dalla lista di Giovine, infatti, Cota ha guadagnato la poltrona di Presidente e ci sembra francamente risibile che si accorga solo oggi della particolarità dell’alleato, già sottoposto a processo per lo stesso reato nella scorsa legislatura (poi prescritto).
Tutto risolto poi in una Capigruppo al volo, dietro la quale si celano le “compensazioni” che Giovine riceverà probabilmente nei prossimi mesi. Anche perché rimane ancora aperta la vicenda dei ricorsi della Bresso e il punto interrogativo sul ricorso che Giovine dovrebbe presentare in Cassazione per rinviare il più possibile il pronunciamento del TAR Piemonte sulla validità dell’elezione di Cota. Se il TAR Piemonte dovesse riconoscere valore amministrativo alla sentenza penale, potrebbe mandare tutti a casa anticipatamente ed è meglio rinviare questa evenienza il più in là possibile.
Ancora una volta la logica di accordi, patteggiamenti e compromessi, domina la scena politica piemontese. Per questo il nostro auspicio è che presto si apra una nuova pagina di sana politica.
A conti fatti, il taglio dei Consiglieri può garantire una reale riduzione dei costi, ma non un migioramento del personale e del comportamento politico. Noi continuiamo a dire infatti che bisogna adoperarsi per tagliare realmente là dove serve e cioè gli stipendi dei Consiglieri, per far sì che la politica torni ad essere fatta per passione e non per interesse, e che sia messo un limite di due legislature per tutti. In più servono regole ferree sull’utilizzo dei soldi pubblici e l’assunzione di personale.
Le nostre proposte, bocciate ieri dal Consiglio, andavano proprio in questa direzione. Aspettiamo il nuovo tavolo di concertazione di lunedì prossimo e vedremo se ancora una volta la casta si autoassolverà o meno.
Davide Bono
Capogruppo in Consiglio Regionale MoVimento 5 Stelle
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