Nulla contro le Cooperative, ma chiediamo chiarezza
In merito alla conferenza stampa indetta dal Presidente di Confcooperative, Aldo Romagnolli, e successivi articoli comparsi sui principali giornali o inserti cittadini, vogliamo chiarire che non abbiamo nulla in generale contro l'istituto della cooperative sociali, che svolgono con questi soldi un lavoro meritorio, e nulla in particolare, contro quelle piemontesi, i cui operatori, in molti casi, non ricevono lo stipendio da mesi per via delle croniche difficoltà finanziarie degli enti locali, loro datori di lavoro. E tanto meno non abbiano interesse a usare il cd degli affidamenti diretti come strumento politico. Nostro interesse, condiviso peraltro dalla Procura della Repubblica di Torino, è invece capire se il sistema di gestione dei soldi pubblici messo in atto dal Comune di Torino sia stato meritocratico oppure no, efficiente oppure no, legale o no; in particolare, se il Comune e/o la Regione hanno scelto e scelgono tuttora i fornitori per capacità oppure per vincoli di clientela, come presenza di amici, parenti o sostenitori politici in posizioni decisionali di rilievo e se ogni euro speso viene destinato ai lavoratori e ai servizi dei cittadini oppure se una parte si perde in questa rete clientelare, magari con assunzioni pilotate, o con subappalti a cascata che è più difficile controllare, o con affidamenti sotto soglia multipli, con sponsorizzazioni o chissà che altro.
Avendo quindi risposto nel merito ai contenuti della conferenza stampa predetta – contenuti strumentali e pretestuosi – vorremmo precisare che siamo felici che il sig. Romagnolli dichiari che le cooperative non sono serve della politica.
Sottolineiamo però che, prima di fare certe dichiarazioni bisognerebbe riflettere: se dal punto di vista legale e procedurale è perfettamente lecito che la figlia, Cristina Romagnolli, sia la Dirigente Servizio Coordinamento Centri per l’Impiego / Dirigente del Servizio Centro per l’Impiego di Torino, presso l'ente Provincia di Torino, dal punto di vista etico e di opportunità politica ci lascia perplessi vedere la figlia del Presidente di Confcooperative firmare le determine dirigenziali della Provincia di Torino che assegna alle stesse cooperative aderenti incarichi per parecchi milioni di euro. Lasciamo alla Procura il controllo della regolarità di tutti gli atti firmati dalla dirigente Cristina Romagnolli.
Davide Bono
Capogruppo Gruppo Consiliare
MoVimento 5 stelle Piemonte

