Giordano oggi ha presentato l’ennesimo emendamento all’art. 3, che stavolta ha trovato l’accordo dei gruppi di maggioranza. Il CSI verrà progressivamente smembrato (e poi sciolto) in una good company che verrà venduta e una bad company che rimarrà come Agenzia per l’Innovazione, che dovrebbe (?) fare da collante tra i singoli enti che vogliono accedere al mercato dell’ICT.
Questo mentre rientra la crisi dei “cedolini ASL” che avrebbe portato al licenziamento di almeno 80 dipendenti. Rimarranno al CSI.
Non accettiamo questa logica di svendere pezzo a pezzo degli asset (e delle competenze) della Regione Piemonte, lungamente sviliti dall’incompetenza e dal familismo della classe politica. Per questo ci opporremmo strenuamente nella Commissione Redigente, da cui uscirà il testo blindato per l’Aula, scelta che abbiamo già contestato.
Incomprensibile anche la logica della polverizzazione. All’inizio verranno avvantaggiate le piccole-medie aziende locali dell’ICT che faranno prezzi meno competitivi ai singoli enti di quando questi erano tutti insieme sotto il consorzio CSI. Poi arriveranno i colossi multinazionali e l’ICT in Piemonte verrà spazzato via. E allora vedremo se il privato è meglio del pubblico, vedremo se al minimo problema la multinazionale risponderà con la celerità ed il senso di servizio pubblico che contraddistingueva il CSI.
Davide Bono
Capogruppo in Consiglio Regionale MoVimento 5 Stelle

