sabato, Settembre 12, 2026

La politica invadente


La Giunta Regionale del Piemonte ha deliberato alcune decisioni sulla variazione dei criteri per il conferimento degli incarichi di Direttore del ruolo della Giunta Regionale.
In particolare Cota e i suoi hanno deciso, a bandi già indetti, di variare due commi che prevedevano delle clausole ostative di diverso tipo.
Nel primo si impediva di candidarsi a chi fosse stato licenziato o fosse decaduto – in tutti i casi – o che avesse presentato regolari dimissioni o fosse in pensione da Regione o altre pubbliche amministrazioni da meno di cinque anni.
Nel secondo il divieto riguardava chi, estraneo all’amministrazione regionale, ricoprisse o avesse ricoperto cariche pubbliche elettive, in partiti politici o in sindacati o avesse svolto questi incarichi nel biennio precedente.


La variazione decisa in Giunta ha modificato in senso meno restrittivo entrambi i commi, garantendo la possibilità di partecipare alla selezione ed essere eventualmente scelti per l’incarico di Direttore a chi si sia volontariamente dimesso o sia in pensione e continuando invece ad escludere i decaduti e i licenziati e permettendo a chi abbia ricoperto o ricopra cariche politiche, partitiche o sindacali la candidabilità alle Direzioni Regionali, escluse quelle che presiedono strutture che si occupano di gestione del personale.
Il PD si è molto lamentato per questo tipo di modifiche, parlando di pressapochismo a proposito del fatto che il bando per le assunzioni dei Direttori sia stato prima pubblicato, e poi magicamente ritirato per poter apporre le modifiche che allargano la rosa dei candidati. E ha inoltre messo in discussione la volontà della Giunta, parlando di facilitazioni per l’ingresso di persone di fiducia all’interno delle Dirigenze regionali.
Condividendo in parte la critica del centro-sinistra alla Giunta Cota (con qualche perplessità sull’immacolato pulpito da cui viene la predica…), noi del MoVimento 5 stelle saremmo ben felici di poter constatare una gestione dell’istituzione così trasparente da non dover prevedere restrizioni di sorta, relativamente alla possibilità di partecipazione ai bandi per l’assunzione delle dirigenze. Ma questo potrebbe accadere solamente in un paese in cui le scelte politiche non fossero assunte, ormai da decenni, in base a esigenze di partito, di lobby o di singoli soggetti, ma tramite la più ampia partecipazione dei cittadini, scopo che – ricordiamo – ci poniamo come ispiratore di ogni nostro programma.
In una situazione in cui, invece, ci accorgiamo ogni giorno e ad ogni livello, di favoritismi e di gestioni utilitaristiche quando non familiaristiche della Cosa Pubblica, auspicheremmo una divisione molto netta tra le scelte politiche e le azioni amministrative e tecniche dei Direttori che operano nei vari settori della Regione. In quest’ottica l’obiettivo dovrebbe essere quello di spezzare la contiguità tra amministratori e amministrativi, favorendo un salubre turnover dirigenziale che possa fisiologicamente riportare l’istituzione in mano a chi persegue il bene comune.

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