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Trasporti, Martinetti (M5S): “La Regione prepara tagli per 40 MLN al trasporto pubblico locale? Cirio risponda, al posto di pensare al TAV”


Il Presidente Cirio scopre i vantaggi ambientali del treno solo quando si parla di TAV, ma li dimentica completamente quando si tratta di Trasporto Pubblico Locale.

Quello andato in scena oggi al convegno “Il Treno del Green Deal” è lo stesso presidente Cirio che condivide i progetti del suo assessore Gabusi per la chiusura di linee ferroviarie di mezzo Piemonte per trasformarle in piste ciclabili? E’ lo stesso presidente che in questi mesi non ha fatto nulla per riattivare le linee ferroviarie sospese dalle precedenti Giunte regionali? E’ lo stesso presidente che non ha mosso un dito per riattivare il pieno servizio del trasporto pubblico locale dopo il lockdown? E’ evidente la doppia morale di questa Giunta, schierata a favore del trasporto su ferro solo quando si parla di una grande opera ma sorda e muta quando in ballo ci sono le esigenze di mobilità dei cittadini.
Come se non bastasse, come riferito da alcune realtà associative di pendolari piemontesi, questa Giunta starebbe preparando un maxi taglio di 40 milioni di euro al Trasporto pubblico locale del Piemonte. Su questo tema pretendiamo una parola chiara da parte del Presidente Cirio e dell’assessore ai Trasporti Gabusi. La smettano di parlare di TAV e si concentrino sui veri problemi dei cittadini piemontesi.

Ivano Martinetti, Consigliere regionale M5S Piemonte
Vicepresidente Commissione regionale Trasporti

Frediani (M5S): “Torino Lione devastante per l’ambiente e per l’economia. Cirio a scuola potrebbe imparare qualcosa dagli studenti sulle vere priorità”

La costi benefici del governo, la relazione che ha indotto la Corte dei Conti a bocciare il Tav e 35 anni di studi dimostrano a chiare lettere che la Torino Lione è un’opera che non produrrà benefici economici e sarà devastante per l’ambiente. Cirio e la solita cricca Si Tav, continuano a dare sfoggio di una retorica trita e ritrita, una litania da pubblicità anni ‘80 impregnata di false promesse su felicità e progresso.
Ma dati e modelli scientifici alla mano raccontano altro. Cirio vada pure a scuola (dove fra l’altro i numeri li sanno leggere e comprendere), così potrebbe imparar qualcosa in più sulle reali esigenze dei nostri giovani.

Il bilancio delle emissioni di Co2 dell’opera sarà negativo per decenni persino usando le stime di traffico gonfiate dai sostenitori della grande opera.
Il beneficio ecologico millantato dai fan della Torino Lione è una chimera. Per ottenere un presunto beneficio dal passaggio di treni al posto dei camion (forse) bisognerà aspettare almeno 20 o 30 anni e nel frattempo scavare un immenso buco nella montagna in cui una super talpa sposterà tonnellate di materiale che dovrà essere smistato in Piemonte.
Il Quaderno numero 8 dell’Osservatorio (quindi dati forniti da pro-tav) mostra che durante tutta la costruzione del tunnel le emissioni aumenteranno di circa 1 milione di tonnellate di Co2 l’anno, accumulando nel tempo oltre 12 milioni di tonnellate. L’effetto negativo durerà almeno per altri 12 anni dopo la fine dell’opera.
Solo dopo il 2050 quindi il bilancio della CO2 potrebbe cominciare a essere positivo a patto che le previsioni ultra-ottimistiche risultino veritiere. E sulla soglia di una crisi climatica e sanitaria senza precedenti, appurato che i benefici economici della grande opera non saranno mai quelli previsti 30 anni fa, vogliamo ancora lasciarci influenzare dal green washing delle lobby del cemento e sperperare miliardi di euro per un faraonico buco nella montagna.

Francesca Frediani, Consigliere Regionale M5S Piemonte

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TAV, Frediani (M5S): “Un bunker da 5 Milioni a San Didero, la follia del TAV è sempre più evidente”

Un vero e proprio bunker, una sorta di compound per ospitare le forze dell’ordine schierate a difesa della grande opera inutile. Non in Iraq, Afghanistan o Cecenia, ma nel cuore della Valle di Susa, nel paese di San Didero. E’ quanto previsto dai progetti contenuti negli appalti delle opere accessorie alla Torino – Lione. Un intervento inutile e dal costo spropositato: oltre 5 milioni di euro dei cittadini italiani.

Leggendo il progetto non mancano dettagli surreali, come ad esempio la recinzione perimetrale con cortina di ferro ed impianto di videosorveglianza.

Sarà curioso sapere come gli esponenti della lobby TAV continueranno a giustificare queste spese faraoniche a fronte della pandemia senza precedenti che stiamo attraversando. Come potranno spiegare la spesa di 5 milioni per un bunker quando le imprese chiedono a gran voce interventi di sostegno immediati, quando le partite IVA e gli artigiani stanno pagando sulla loro pelle il prezzo di una crisi senza precedenti?

Se qualcuno avesse ancora qualche dubbio sulla follia del TAV, potrebbe leggere le dichiarazioni di questi giorni del professor Yves Crozet, specialista in economia dei trasporti dell’Università Lione. In una nota redatta su richiesta della Corte dei conti europea, inserita poi nella Relazione Speciale del giugno del 2020 che ha sostanzialmente stroncato l’opera, non ha usato mezzi termini. “Il Tav TorinoLione – ha detto – è un progetto che non sta in piedi dal punto di vista economico, perché è basato su previsioni di traffico del tutto irrealistiche; dal punto di vista ambientale, su valutazioni del tutto fantasiose”. Una verità nota a tutti in Valle di Susa, da diversi decenni, ed ora certificata anche dal mondo accademico.

Francesca Frediani, Consigliere regionale M5S Piemonte

Il Tav è un’opera che non sta in piedi. I dati dell’analisi.

“Il Tav Torino-Lione è un progetto che non sta in piedi dal punto di vista economico, perché è basato su previsioni di traffico del tutto irrealistiche; dal punto di vista ambientale, su valutazioni del tutto fantasiose”.

A sostenerlo è il professor Yves Crozet, specialista in economia dei trasporti dell’Università Lione 2, in una nota redatta su richiesta della Corte dei conti europea che poi avrebbe inserito tali osservazioni nella Relazione Speciale del giugno del 2020 in cui ha sostanzialmente stroncato l’opera.

“Al fine di aumentare la redditività potenziale di tutta l’operazione, il traffico è stato gonfiato con flussi attesi da tutta Europa, oltre a quelli previsti tra Londra e Parigi”

“La galleria Lione-Torino è un tipico esempio di questa manipolazione del calcolo economico in cui, oltre alla sopravvalutazione del traffico, vi sono valutazioni fantasiose dei guadagni in termini di emissioni di CO2.”

“All’orizzonte 2035, il traffico merci su rotaia supererà i 41 milioni di tonnellate all’anno, vale a dire quasi 14 volte il traffico attuale. ”

“Viene considerato un aumento del traffico ferroviario convenzionale che raggiungerebbe i 28 milioni di tonnellate, quasi 10 volte il traffico attuale! Anche volendo come si potrebbe raggiungere questo obiettivo quando, tra il 2000 e il 2016, il traffico merci ferroviario in Francia è diminuito del 40%?”

“Si menziona anche lo sviluppo dell’autostrada ferroviaria, il cui traffico nel 2035 sarebbe 65 volte superiore a quello del 2004”

“Il risparmio di CO2 diventerà quindi evidente solo verso la metà del 21° secolo. E 20 anni dopo, esse sono solo circa 7 milioni di tonnellate, 10 volte inferiori a quanto annunciato dai promotori del progetto.”