Sacco (M5S): “Proventi imposta benzina, fondi non usati per la difesa del territorio. La giunta ignora la legge regionale, serve un chiarimento”

I proventi dell’Imposta regionale sul consumo della benzina (IRBA) dovrebbero essere impiegati, per legge, in interventi mirati a fronteggiare eventi calamitosi sul territorio (dissesto idrogeologico, esondazioni, alluvioni ecc…). Non è però avvenuto negli ultimi tre anni, con pesanti responsabilità da parte delle Giunte regionali Chiamparino e Cirio.

Solo una piccola parte dei proventi è stata destinata alla tutela del territorio. Su circa 20 milioni annui disponibili, sono stati investiti in progetti legati alla tutela del territorio appena 4,7 milioni nel 2018; 4,5 nel 2019 e 15,2 nel 2020. I restanti sono finiti nel calderone del fondo indistinto del bilancio regionale. E’ quanto abbiamo scoperto oggi, attraverso un’interrogazione rivolta alla Giunta regionale.

Un fatto molto grave. La Regione infatti ignora una sua stessa legge, la L.R. 47 del 1993 che imponeva, fino al 2020, un vincolo ben preciso sull’uso di questi soldi. Così mentre ampie zone della nostra regione, alle prime piogge, finiscono sott’acqua, la Giunta preferisce non usare risorse già disponibili per aiutare i cittadini ed i territori colpiti da disastri naturali.

Una situazione assurda, a maggior ragione se si pensa agli appelli strillati di taluni consiglieri di maggioranza che invocano maggiori risorse dal Governo, quando invece la loro stessa maggioranza non si dimostra in grado di spendere correttamente fondi già disponibili.

Si deve fare piena chiarezza sull’utilizzo dei proventi dell’Imposta regionale sul consumo della benzina (IRBA), pretendiamo una parola chiara da parte dell’assessore al Bilancio Tronzano ed un impegno concreto per impiegare correttamente, a norma di legge, queste importanti risorse. Altrimenti, continuando ad ignorare una legge regionale, pensiamo ne dovrà rispondere nelle sedi opportune.

Sean Sacco, Capogruppo regionale M5S Piemonte

MARTINETTI – SACCO (M5S): “MAXI ATL, ABBIAMO CHIESTO CHIARIMENTI ALLA GIUNTA. OPERAZIONE RISCHIOSA, POTREBBE LASCIARE TUTTI SCONTENTI”

Chiarezza sulla maxi ATL che dovrebbe unire Alba e Bra ad Alessandria ed Asti. E’ quanto abbiamo chiesto attraverso un’interrogazione in Consiglio regionale, rivolta all’assessore al Turismo Vittoria Poggio.

Dalla Giunta è arrivata una sostanziale conferma del processo in atto. Poggio ha parlato di un protocollo d’intenti tra le due ATL che presto dovrà essere discusso con gli amministratori locali in un incontro previsto per il 22 febbraio prossimo.

Pensiamo che la Giunta regionale debba ascoltare con attenzione le obiezioni dei sindaci e valutare con la massima cautela le possibili conseguenze di questa operazione. Non si tratta solo di promuovere territori differenti, stiamo parlando di unire due enti con storie, finanze e disponibilità molto diverse.

Restiamo in attesa di leggere il contenuto del protocollo d’intenti a cui ha fatto riferimento l’assessore Poggio per valutare, nel merito, i dettagli di questa fusione. La riteniamo, comunque, un’operazione molto rischiosa che potrebbe lasciare scontenti entrambi i territori e non rispondere, in maniera efficace, alle esigenze del comparto turistico già duramente provato dalla pandemia.

Auspichiamo inoltre che il dibattito, anziché in qualche riunione ristretta, prosegua nelle sedi istituzionali come il Consiglio regionale ed i Consigli comunali delle realtà interessate.

Ivano Martinetti, Consigliere regionale M5S Piemonte
Sean Sacco, Capogruppo regionale M5S Piemonte

Solvay, M5S: “Bene l’attenzione degli inquirenti. Abbiamo chiesto in Regione un biomonitoraggio ma la Giunta Cirio tace”

Pfas alla Solvay di Spinetta Marengo (AL), è positiva l’attenzione degli inquirenti. La speranza è che contribuisca a fare piena luce sui molti punti che non tornano in questa vicenda.

Ad oggi il cC6O4 è stato trovato ovunque nonostante, la produzione sia stata solo sperimentale. Questo mette seriamente in dubbio che Solvay abbia ottemperato alla sentenza di condanna nel 2019 per risolvere le perdite dello stabilimento delle varie sostanza inquinanti. Ciò che più preoccupa è l’assenza di notizie sull’entità dell’inquinamento pregresso e tutte le reali sostanze prodotte e utilizzate da Solvay. Solo recentemente le analisi hanno rilevato la presenta di un altro PFAS, l’ADV, appartenente alla categoria dei PFAS maggiori di 6 atomi di Carbonio come il PFOA. Ma è chiaro che non sapendo cosa cercare, non è possibile effettuare i controlli.

Il monitoraggio da parte di ARPA sul cC604 è iniziato solo a giugno nel 2019, ovvero da quando L’Agenzia regionale ha ottenuto lo standard analitico da parte di Solvay. Però Solvay avrebbe iniziato lo sviluppo e l’uso sperimentale del cC604 tra il 2012 e il 2013 per sostituire il PFOA, messo al bando per la sua comprovata tossicità sulla salute umana. Quindi per il cC604 non risulterebbe alcun monitoraggio dal 2013 al 2019.

Sappiamo per certo, dai monitoraggi effettuati nel 2019, della forte presenza di cC6O4 in alcune aree interne dello stabilimento e in concentrazioni variabili nelle aree esterne. Nel Bormida sono stati monitorati picchi fino a 45,6 μg/l (quando i limiti per altri PFAS sono fissati tra lo 0,1 e lo 0,5 μg/l). Nel 2020 è stata riscontrata la presenza di alcuni PFAS (PFOA e cC6O4) nel pozzo dell’acquedotto comunale di Montecastello (AL), per il quale è scattata la chiusura.

Siamo molto preoccupati per lo stato di salute dei nostri concittadini, ancora più preoccupante è l’immobilismo e l’assenza della Giunta regionale in questa vicenda.

A fine 2020 abbiamo proposto all’Assessore alla Sanità Icardi e all’Assessore all’Ambiente Marnati di destinare una parte dei soldi del Recovery Fund per avviare subito un biomonitoraggio umano della popolazione residente presso il Polo chimico di Spinetta Marengo e proseguire con la Fase 2 dell’indagine epidemiologica a Fraschetta, anche per dare attuazione dall’ordine del giorno n. 217 a prima firma Sacco, approvato ad aprile in Consiglio Regionale.

Al momento, purtroppo, non è arrivata nessuna risposta. Solo un imbarazzante silenzio da parte della Giunta Cirio, grande assente in questa vicenda.

 

Sean Sacco, Capogruppo regionale M5S Piemonte

Susy Matrisciano, Senatrice M5S

Michelangelo Serra, Consigliere comunale M5S Alessandria

Francesco Gentiluomo, Consigliere comunale M5S Alessandria

Martinetti – Sacco (M5S): “Maxi ATL, un’interrogazione in consiglio regionale per fare chiarezza. E’ un progetto reale? La giunta deve parlare chiaro”

La Giunta regionale intende veramente realizzare una maxi ATL per tutto il Piemonte del sud? E come si intende procedere? E’ quanto chiederemo attraverso un’interrogazione in Consiglio regionale.

Ad oggi, infatti, sul tavolo non ci sono dati concreti, ma solo le dichiarazioni dell’assessora al Commercio Poggio e poco altro. Si tratta di un progetto reale oppure solo di un’ipotesi nata sui giornali?

Inserire nella stessa ATL territori molto differenti come langhe, monferrato, roero ed i comuni della provincia di Alessandria presenta evidenti problemi. In primis economici, a causa delle differenti risorse messe a disposizione dai comuni langaroli e da quelli alessandrini. Grave inoltre che non siano stati coinvolti in questo ragionamento gli amministratori locali, già alle prese con la fusione dell’ATL delle langhe con l’astigiano.

Pensiamo che argomenti così importanti per il futuro turistico del nostro territorio debbano essere affrontati nelle sedi adeguate come il Consiglio regionale ed i Consigli comunali interessati. Per questo ci aspettiamo chiarezza da parte della Giunta in seguito all’interrogazione che presenteremo in aula.

Ivano Martinetti, Consigliere regionale M5S Piemonte
Sean Sacco, Capogruppo regionale M5S Piemonte

Sacco – Disabato (M5S): “DDL medicina territoriale, ridotto di 2 milioni il taglio al trasporto pubblico. Restano grandi lacune nel testo di legge”

Siamo riusciti a limitare i danni prodotti dal disegno di legge sulla medicina territoriale presentato dalla Giunta. Nella stesura originaria si prevedeva il finanziamento della legge attraverso il taglio di 10 milioni al trasporto pubblico locale del Piemonte. Attraverso un lungo lavoro in commissione, abbiamo ridotto il taglio di 2 milioni. Resta comunque ancora molto da fare, pensiamo non sia percorribile la strada di finanziare il provvedimento con soldi sottratti al TPL piemontese, soprattutto in questo periodo in cui le corse dei mezzi andrebbero aumentate e non certo ridotte per garantire la sicurezza a tutti.

Permangono inoltre molte lacune nel disegno di legge. Un testo che non introduce alcun elemento di novità e con scarse ricadute sui servizi erogati sul territorio.
Fermo restando le nostra posizione favorevole sull’incentivo da parte della Regione delle forme associative tra medici di medicina generale, ci saremmo augurati un testo di più ampie vedute.
Per migliorare i servizi esiste una sola via da percorrere, quella del potenziamento della rete territoriale in tutte le sue componenti migliorando la sinergia tra medici di medicina generale e specialisti, con l’obiettivo di alleggerire gli ospedali ed ottenere un conseguente risparmio sulla spesa sanitaria.

Sean Sacco, Capogruppo regionale M5S Piemonte
Sarah Disabato, Consigliere regionale M5S Piemonte

Sacco – Disabato (M5S): “Nuova legge sulla casa, la Lega innesca una guerra tra poveri per nascondere l’immobilismo su manutenzioni e contrasto alla morosità incolpevole”

La nuova legge piemontese sulla casa è l’ennesima arma di distrazione di massa della Lega. La Giunta infatti innesca una guerra tra poveri, dando la precedenza ad alcuni, per nascondere il proprio immobilismo su aspetti importanti come le manutenzioni degli stabili ed il contrasto alla morosità incolpevole.

L’assessore Caucino in questi mesi si è fatta un giro nelle case popolari del Piemonte? Avrebbe scoperto che cadono a pezzi, da nord a sud. Ogni giorno arrivano segnalazioni, da ogni parte del Piemonte, su situazioni di degrado ed abbandono. Di questo passo, senza adeguate manutenzioni, le case popolari potrebbero non esserci più per nessuno.

Cosa sta facendo la Lega per invertire la tendenza e rendere le case ATC decorose? Ben poco, così come ben poco viene fatto dall’attuale Giunta per contrastare la morosità incolpevole. Ovvero la morosità dovuta alla perdita del lavoro o alla mancanza di reddito, un fenomeno esploso ancora di più con l’epidemia.

Come se non bastasse questa legge presenta evidenti profili di illegittimità che potrebbero determinare lunghi contenziosi legali, a scapito della Regione Piemonte.

In Consiglio regionale ed in Commissione continueremo a lavorare per migliorare questa legge e nell’ottica di ottenere maggiori risorse per le manutenzioni ed il fondo contro le morosità incolpevoli.

Sean Sacco, Capogruppo regionale M5S Piemonte
Sarah Disabato, Consigliere regionale M5S Piemonte

Sacco (M5S): “Riattivazione ferrovia Novara – Varallo, dalla giunta Cirio ancora una risposta negativa. Trovare i fondi necessari ricorrendo al recovery fund”

Oggi in Consiglio regionale ho interrogato la Giunta in merito alla riapertura della ferrovia Novara – Varallo. Una linea pronta all’uso, in ottime condizioni, sospesa nel 2014 dall’ex presidente Chiamparino tra le proteste del centrodestra targato Lega. Logica vorrebbe, con il cambio di maggioranza in Regione, che si procedesse alla sua riattivazione.

Invece da parte della Giunta, per bocca dell’assessore all’Ambiente Marnati, è arrivato un secco “No” all’ipotesi di riaprire la tratta. Secondo l’esponente della Giunta Cirio sarebbero necessari 30 milioni di euro per riattivare le linee sospese. Fondi che a nostro avviso si potrebbero trovare in bilancio oppure ricorrendo alle risorse messe a disposizione dal recovery fund (come richiesto anche da Legambiente in un recente documento presentato al Governo).

La cifra comunicata da Marnati potrebbe comunque essere inferiore, non si tiene conto infatti dei circa 8 milioni spesi per i bus sostitutivi delle linee sospese. Bus maggiormente inquinanti rispetto al treno e con tempi di percorrenza superiori rispetto al trasporto su rotaia (solo per la Novara – Varallo si calcolano 30 minuti in più a tratta).

L’aspetto più preoccupante riguarda inoltre le posizioni assunte dall’assessore ai Trasporti Gabusi, intenzionato a realizzare piste ciclabili su quasi tutte le vecchie ferrovie. Un’idea pericolosa ed inutile che potrebbe portare allo smantellamento di importanti tratte ferroviarie. Inoltre, non ci stancheremo mai di ripeterlo, bici e treno sono complementari e non alternativi. Funziona così in tutti i paesi in cui è stato introdotto un sistema di trasporto ecologico e sostenibile.

Nonostante le risposte fornite oggi dalla Giunta Cirio, noi continueremo la nostra battaglia per riattivare ferrovie sospese, portando in Consiglio regionale la voce di quei territori che non si arrendono a vedere i binari vuoti.

Sean Sacco, Capogruppo regionale M5S Piemonte

Rifiuti, Sacco (M5S): “Accolte in legge molte proposte per la filiera del riciclo. Ora intervenire per evitare discariche sulle aree di ricarica delle falde acquifere”

La legge affrontata oggi in Consiglio regionale di modifica della normativa regionale in materia di gestione dei rifiuti contiene diverse migliorie apportate dal Movimento 5 Stelle.Sono stati accolti alcuni emendamenti a 5 stelle riguardanti il recepimento delle direttive UE sui principi dell’economia circolare. Le proposte del nostro gruppo, inserite in legge, riguardano il sostegno del mercato dei prodotti riciclati e della ricerca in materia di riciclo dei rifiuti, la pianificazione di investimenti riguardanti infrastrutture, la promozione di campagne di comunicazione sulla raccolta differenziata, sulla prevenzione della produzione dei rifiuti e sulla riduzione della dispersione dei rifiuti, e l’integrazione di tali aspetti nell’educazione e nella formazione.

Questa legge però non assolve la Giunta Regionale sulla mancanza di un’efficace pianificazione del territorio che permetta una corretta localizzazione degli impianti in aree idonee, tenendo conto degli effetti e impatti cumulativi sull’ambiente. Da anni combattiamo per escludere la realizzazione di discariche e ogni altra attività potenzialmente inquinante sulle le aree di ricarica delle falde acquifere profonde. In tal senso il caso Valledora, al confine tra le province di Vercelli e Biella, insegna quanto può essere pericoloso per l’ambiente e per la salute realizzare cave o discariche in queste aree.

In seguito alle nostre proposte è stato stilato un ordine del giorno, sottoscritto da consiglieri di maggioranza ed anche dal nostro gruppo, per chiedere un impegno chiaro e forte alla Giunta, scandito da una rigida tempistica. Entro 120 giorni l’Assessore dovrà presentare alla commissione criteri soddisfacenti per l’individuazione da parte delle Province e della Città Metropolitana delle zone idonee alla localizzazione di impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti, con indicazioni plurime per ogni tipo di impianto, tenendo conto degli effetti e impatti cumulativi sull’ambiente, della conformazione territoriale prevedendo criteri di attenzione ed esclusione in particolare per gli impianti che possono interferire con la tutela della risorsa idrica sotterranea.

Sean Sacco, Capogruppo regionale M5S Piemonte

Nucleare, Sacco-Catricalà (M5S): “Deposito nucleare a Trino, ipotesi pericolosa che mette a rischio la sicurezza dei cittadini ed ignora la scienza”

Due Consiglieri regionali leghisti vorrebbero valutare il sito di Trino come sede del Deposito nazionale per le scorie nucleari. Una presa di posizione molto pericolosa, per il vercellese, il Piemonte e l’intera pianura padana. La zona infatti è stata esclusa dalle prime valutazioni che hanno portato all’individuazione dei siti potenzialmente idonei nella CNAPI, proprio perché il territorio di Trino non è in grado di assicurare i necessari margini di sicurezza per il confinamento e l’isolamento dei rifiuti dal contatto con la biosfera.

I Consiglieri leghisti sono in grado di dimostrare che quell’area è sicura? Hanno effettuato studi in tal senso che smentiscono le verifiche effettuate da ISPRA e ISIN basate su normative, dati e conoscenze tecniche disponibili per il territorio regionale? Ci sembra molto improbabile.

Per la sicurezza di tutti i cittadini Piemontesi è urgente che i rifiuti nucleari oggi stoccati in aree pericolose e non idonee per questo scopo, quali i siti temporanei di Trino e Saluggia, trovino collocazione definitiva in sicurezza presso il Deposito Unico nazionale.

“Ogni giorno che passa stiamo mettendo a rischio vaste aree del Paese”. Così Francesco Ferrante, Vicepresidente del Kyoto Club, disse il 26 settembre 2018 in audizione al Senato mentre rendeva pubblica la lettera del Premio Nobel Carlo Rubbia, con la quale, nel 2001, metteva in guardia il Governo dal rischio che corre la nostra Regione ad avere dei depositi temporanei adiacenti ai fiumi Po e Dora.

Sean Sacco, Capogruppo regionale M5S Piemonte
Michelangelo Catricalà, Consigliere comunale M5S Vercelli

Trasporti, Sacco – Martinetti (M5S): “Usare le risorse del recovery fund per riattivare le ferrovie sospese dalla vecchia politica”

La vera grande opera di cui ha bisogno il Piemonte è la riattivazione delle ferrovie sospese dalla vecchia politica. Pensiamo che i collegamenti tagliati da destra e sinistra al governo della Regione debbano tornare ad essere operativi grazie all’opportunità del Recovery Fund. La Regione Piemonte dovrebbe lavorare in questa direzione per restituire ai territori un servizio di trasporto efficace, utile e soprattutto sostenibile sotto il profilo ambientale. Ed il treno possiede, di certo, tutte queste caratteristiche.

Le ferrovie dismesse in mezza regione, anziché lasciate ai rovi, andrebbero pulite, salvaguardate e messe nelle condizioni di ospitare il passaggio dei treni. Convogli che potrebbero essere proprio quelli a propulsione di idrogeno prodotti nello stabilimento di Alstom di Savigliano (CN), raggiungendo un duplice obiettivo sotto il profilo dei servizi e quello occupazionale. Si renderà necessario, inoltre, lavorare nell’ottica di garantire che la produzione dell’idrogeno avvenga attraverso l’impiego di fonti al 100% rinnovabili.

Sono fin troppi i collegamenti che sono stati ritenuti, a torto, “rami secchi” ma che potrebbero tornare ad offrire un servizio fondamentale per i cittadini, di seguito citiamo le principali: Asti – Castagnole – Alba; Alessandria – Castagnole – Alba; Alessandria – Ovada; Asti – Casale – Mortara; Asti – Chivasso; Casale – Vercelli; Ceva – Ormea; Cuneo – Mondovì; Novara – Varallo; Pinerolo – Torre Pellice; Santhià – Arona e Cuneo Saluzzo. Il nostro impegno nei confronti dei cittadini piemontesi sarà quello di lavorare, ad ogni livello, per la riattivazione funzionale di queste linee.

Sean Sacco, Capogruppo regionale M5S Piemonte
Ivano Martinetti, Consigliere regionale M5S Piemonte
Vicepresidente Commissione regionale Trasporti