Frediani, Costanzo (M5S): A Ivrea code chilometriche per un tampone, mentre i politici di centrodestra si azzuffano sul nuovo ospedale. La scelta spetta al terrtorio, non ai partiti

Mentre i politici di Lega e Forza Italia si azzuffano sul nuovo ospedale del Canavese, centinaia di cittadini oggi sono rimasti per ore in attesa di un tampone in zona Montefibre ad Ivrea. Stando alle informazioni raccolte sarebbe stato impossibile stampare le etichette dei tamponi in loco. Nonostante l’impegno degli operatori, mancavano gli strumenti per intervenire in maniera efficace. Così i tamponi sono stati inviati all’Ospedale per essere etichettati e solo dopo sono tornati indietro. Un doppio lavoro per i dipendenti dell’ASL ed un’enorme perdita di tempo per i cittadini.

Su questo fatto non hanno nulla da dichiarare i vari esponenti leghisti – in Regione ed in Parlamento – sempre pronti a inondare i social di slogan ad effetto sul legame con il territorio? Per altro il silenzio è assordante anche rispetto al black out di ossigeno avvenuto nei giorni scorsi sempre nell’area di pertinenza dell’ASL TO4.

Probabilmente gli esponenti della maggioranza di centrodestra sono troppo impegnati a decidere il luogo del nuovo ospedale, peraltro in assenza di progetti chiari e finanziamenti certi.

Pensiamo che non spetti a loro decidere dove realizzare il nuovo presidio sanitario del Canavese. La scelta non dovrà avvenire nelle segreterie di partito, ma sul territorio ed il luogo naturale è l’assemblea dei sindaci dell’ASL Torino4. Ricordiamo in proposito che la normativa prevede la possibilità del cosiddetto Dibattito Pubblico. Faremo di tutto per portare avanti questa iniziativa superando anacronistiche battaglie di campanile. Se la politica vuol rendersi utile pensi, piuttosto, alla sostenibilità dell’opera. Come lo si intende finanziare? A questa domanda ben pochi hanno dato risposta. In questi giorni è stato presentato in Parlamento il DDL di Bilancio nel quale è presente un articolo che implementa le risorse a disposizione per gli investimenti infrastrutturali in ambito sanitario. Ricordiamo, inoltre, che sempre sul fronte pubblico sono disponibili collaborazioni con l’INAIL così com’è previsto per gli ospedali dell’ASL Torino5 e del VCO. Contrasteremo ogni ipotesi che non preveda l’uso di fondi pubblici.

Francesca Frediani, Consigliere regionale M5S Piemonte
Jessica Costanzo, Deputata M5S

M5S: Accordo cure domiciliari: nuovo flop. La Giunta vuole scarica le responsabilità sui medici

Foto di “Avvenire”

Ore 10 calma piatta. Potrebbe essere il titolo di un film, invece è quanto sta avvenendo, nell’area della Città metropolitana di Torino, dopo la sigla dell’Accordo per la presa in carico del pazienti Covid-19 a domicilio.

Questo accordo ha come unico obiettivo, da parte dell’assessorato, quello di scaricare i fallimenti della Giunta e tutte le responsabilità su medici e direttori di distretto. Da parte della Regione infatti non c’è, e probabilmente non ci sarà, nessun impegno concreto per mettere a disposizione gli strumenti necessari per realizzare gli obiettivi fissati: personale medico ed infermieristico, vaccini, ossigeno.

Un’intesa siglata, in modo del tutto irrituale, anche con le Prefetture. Appare come un tentativo nemmeno troppo velato, da parte di Icardi, di coprirsi le spalle in caso di fallimento. In tutta sincerità pensiamo che non gli sarà sufficiente, i cittadini ormai hanno ormai compreso lo spessore di questa Giunta e l’attendibilità dei suoi annunci.

Questo è l’ennesimo capitolo di un libro dei sogni scritto dal Presidente Cirio e dal suo Assessore alla Sanità Icardi, che ormai hanno perso il controllo della situazione rispetto all’emergenza epidemiologica come dimostrano i dati che quotidianamente mette a disposizione la Protezione Civile e il Ministero della Salute.

Facciamo appello a tutte le forze della società civile nonché alle varie organizzazioni sindacali che rappresentano gli operatori sanitari del nostro sistema sanitario, affinché insieme si lavori per individuare un cambiamento immediato nella gestione di questa emergenza in Piemonte.

Sean Sacco, Capogruppo regionale M5S Piemonte
Francesca Frediani, Consigliere regionale M5S Piemonte
Giorgio Bertola, Consigliere regionale M5S Piemonte

M5S: Covid, il Piemonte affonda ma la lega si autoassolve. Fallimento totale di Cirio ed Icardi

Il Piemonte affonda, ad un passo dal lockdown, e la Lega che guida la Regione si auto assolve negando la realtà. Eppure i dati sono evidenti: siamo in vetta alla classifica dei contagi, per troppe settimane sono stati effettuati pochi tamponi rispetto alle altre regioni, nulla è stato fatto per il contact tracing, i test rapidi in Farmacia annunciati in pompa magna si sono visti solo nelle dichiarazioni di Cirio, medici ed operatori sanitari abbandonati ed ignorati. Un fallimento totale, su tutta la linea. Non sono valutazioni dell’opposizione, ma numeri e fatti concreti.

La discussione avvenuta oggi in Consiglio regionale  ha messo in luce tutti i deficit del Piemonte nella lotta al Covid.
Il Piemonte ha perso tempo prezioso per prepararsi in vista della seconda ondata. Cirio e la sua Giunta hanno preferito polemizzare con il Governo anziché collaborare e trovare soluzioni. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: siamo tra le poche regioni che rischiano un secondo lockdown. I risultati d questo fallimento, purtroppo, lo pagheranno ancora una volta i cittadini.

Gruppo M5S, Consigliere regionale M5S Piemonte

Sacco, Frediani (M5S): Tamponi, Piemonte fanalino di coda. Dalla giunta solo annunci, pretendiamo risposte

Annunci trionfali, selfie e pollici alzati. “Il Piemonte sarà la prima regione italiana a processare 10 mila tamponi al giorno” dichiarava tronfio l’assessore Marnati in compagnia del presidente Cirio ad Aprile.

Sono passate le settimane, i mesi e le stagioni. La seconda ondata è in corso ed il Piemonte continua ad essere fanalino di coda per quanto riguarda i tamponi. I numeri lasciano poco spazio a diverse interpretazioni ed alla macchina della propaganda del centrodestra. Siamo la Regione del nord Italia che processa meno tamponi. I dati della giornata di ieri sono imbarazzanti: poco più di 5 mila tamponi in Piemonte, 29 mila in Lombardia, 21 mila in Veneto e 15 mila in Emilia Romagna.

Con un numero così basso di tamponi verrebbe da pensare che anche i contagi piemontesi sono fortemente sottostimati. Ci domandiamo se i super laboratori di La Loggia (TO), Biella e Novara siano attivi ed operativi. Si sono riscontrati dei problemi? Perché questo gap così rilevante tra i tamponi realizzati in Piemonte e le altre regioni? E ancora, rispondono al vero le dichiarazioni del virologo Di Perri, direttore della struttura malattie infettive all’Amedeo di Savoia di Torino, secondo cui il numero limitato di tamponi dipenderebbe da non meglio precisati “problemi di forniture”?

A queste domande la Giunta regionale e l’assessore Icardi (non pervenuto da giorni né in Consiglio regionale e nemmeno in Commissione sanità) devono risposte chiare.

Sean Sacco, Capogruppo regionale M5S Piemonte
Francesca Frediani, Consigliere regionale M5S Piemonte

Le aziende sanitarie si confrontino con le amministrazioni locali per gestire l’emergenza Covid-19

I consiglieri regionali Sean Sacco (Capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione) e Domenico Ravetti (Gruppo Regionale Partito Democratico), chiedono ai vertici delle aziende sanitarie del territorio – ASL Alessandria e Azienda ospedaliera nazionale SS: Antonio e Biagio e Cesare Arrigo – di attivarsi per organizzare un momento di confronto con la popolazione e in particolare con gli amministratori del territorio che compongono la Conferenza dei sindaci che, occorre sottolineare, esprimono i bisogni di salute della popolazione della comunità così come previsto dal Decreto Legislativo 502/1992.

Dal territorio – riportano i due consiglieri – riceviamo continue richieste di chiarimenti sull’applicazione delle norme che sia a livello nazionale che regionale vengono implementate per contrastare l’emergenza epidemiologica. Per tempo è possibile programmare e condividere le misure corrette per evitare errori soprattutto in considerazione di possibili peggioramenti della situazione dovuti – oltre che al Covid-19 – ai malanni di stagione che sicuramente dovremo affrontare.

A livello nazionale sono state stanziate importanti risorse per contrastare il fenomeno delle liste di attesa ma nessuno ancora sa come saranno organizzati i vari servizi. La norma prevede la realizzazione di un dettagliato piano da parte dell’assessorato regionale alla sanità, ma ancora nulla è stato presentato a noi consiglieri regionali.

La salute dei cittadini viene prima di ogni altra cosa ed è anche per questo motivo che, seppur appartenenti a due gruppi consiliari diversi, abbiamo deciso di presentare insieme la richiesta di supporto al nostro territorio. Occorre fare bene e senza perdere ulteriore tempo per evitare quanto già accaduto nei mesi precedenti proprio nella provincia di Alessandria.

Sean Sacco, Consigliere regionale M5S Piemonte
Domenico Ravetti, Consigliere regionale Partito Democratico

Sacco, Frediani (M5S): prima seduta del gruppo di lavoro sulla sanità: al via l’indagine sulla gestione dell’emergenza Coronavirus in Piemonte

 

Oggi a Palazzo Lascaris si è finalmente insediato il gruppo di lavoro che avrà l’onere di approfondire cosa ha funzionato e soprattutto cosa non ha funzionato nella gestione dell’emergenza Coronavirus in Piemonte.  Coordinato dalle opposizioni, avrà accesso a tutte le documentazioni e agli atti utili per portare avanti un’indagine conoscitiva sul merito dei fatti per prevenire gli errori che nelle prime fasi dell’emergenza sanitaria hanno portato il Piemonte sull’orlo del baratro. 

Non sarà un tribunale speciale ma uno strumento utile e super partes. Lo abbiamo ribadito oggi durante la prima seduta del gruppo anche se il rischio di un’arma spuntata è dietro l’angolo. Noi avevamo infatti invocato una commissione d’inchiesta per garantire ai piemontesi uno strumento più efficace. Purtroppo, dopo giorni di confronto e dopo che Cirio si era dichiarato favorevole, la maggioranza di destra si è tirata indietro.

Ora ci auguriamo che nonostante il ritardo con cui è stato convocato, questo gruppo di lavoro in seno alla commissione IV possa rappresentare uno strumento utile in vista dell’imminente autunno, perché se il virus dovesse tornare, dovrà trovarci pronti.

 

Sean Sacco, Capogruppo M5S Piemonte
Francesca Frediani, Consigliere Regionale M5S Piemonte

M5S: Covid, Cirio e Lega ostacolano la commissione per fare chiarezza su gestione emergenza. Intanto preparano un blitz su caccia e autonomia

Fare chiarezza sulla gestione dell’emergenza Covid non è tra le priorità di Cirio e della Lega. Hanno invece la precedenza le norme sulla caccia (contenute nel disegno di legge collegato alla legge di stabilità regionale 2020) ed un tema di propaganda leghista come l’autonomia regionale.

La decisione di oggi della maggioranza regionale di non affrontare il dibattito sull’apertura di una commissione sulla gestione dell’emergenza Covid è una vera e propria mancanza di rispetto nei confronti di chi ha perso la vita a causa del virus e di chi ha subìto, sul proprio corpo, gli effetti devastanti di questa pandemia. Cos’hanno da nascondere Cirio e la Lega? Perché non intendono affrontare questo argomento? Una commissione sarebbe uno strumento utile per individuare gli errori commessi nel passato e lavorare per migliorare la risposta del sistema sanitario regionale in occasione di eventi simili in futuro. La maggioranza in questo modo preferisce nascondere la polvere sotto il tappeto.

Via libera invece alla discussione sul collegato alla legge di stabilità, che non contiene certo interventi utili, e nemmeno urgenti, per i cittadini piemontesi. Pensiamo alle modifiche della legge sull’attività venatoria in cui si incrementano di 15 unità le specie cacciabili, si introduce la pericolosa pratica della caccia notturna degli ungulati, si consente l’immissione di animali d’allevamento cacciabili e si cancella la possibilità ai proprietari dei fondi di vietare la caccia sui propri terreni. Un vero e proprio blitz in favore della lobby venatoria mentre il Piemonte, a fatica, prova a rialzarsi dopo questa crisi senza precedenti.

Nella scala di priorità di Cirio e Lega l’emergenza Covid viene anche dopo della commissione autonomia dove la Lega sventolerà la bandiera del federalismo. Un vessillo ormai sbiadito: da oltre 20 anni la sanità viene gestita a livello regionale ed i fallimenti della classe politica piemontese (Lega compresa) sono sotto gli occhi di tutti.

Gruppo regionale M5S Piemonte

M5S: No alla propaganda di Cirio e Fazio su Immuni. Se hanno idee migliori su come tracciare il virus le mettano in atto

Mentre si indaga sulla pessima gestione dell’emergenza in Piemonte la task force di Cirio non trova di meglio che screditare Immuni, l’app di tracciamento che permette ai cittadini di verificare se si è entrati in contatto con un eventuale soggetto positivo.

Anziché gettare fango su un’app che rappresenta uno dei pilastri delle famose tre T “Testare”, “Tracciare” e “Trattare”, la task force coordinata da Fazio smetta di fare propaganda contro il governo e indichi in modo chiaro e senza allusioni quale sarebbe la strategia che il sistema Piemonte dovrebbe adottare per attuare con attenzione il tracciamento.
Attraverso questa applicazione si avvertono infatti gli utenti che hanno avuto un’esposizione a rischio, anche se sono asintomatici. Nessuno conoscerà i loro dati personali, né saprà dove siano o cosa facciano. L’app, però, potrà informare l’utente permettendogli di seguire tutti i percorsi di sicurezza sanitaria.

La task force di Fazio ha forse idee migliori?

Alla luce dei disastri combinati da questa giunta completamente impreparata – vedasi la mancanza di tamponi nelle fasi iniziali della pandemia e la pessima gestione delle RSA – sarebbe stato meglio un dignitoso silenzio.

Bertola (M5S): Nel Riparti Piemonte targato Lega non c’è spazio per le borse di studio ai medici specializzandi

Bocciato l’emendamento a prima firma Giorgio Bertola per chiedere maggiori risorse sotto forma di borsa di studio da destinare ai medici specializzandi a seguito dell’emergenza Coronavirus.

La maggioranza a guida Lega, dopo aver pasticciato per giorni con i bonus del Riparti Piemonte, non degna di alcuna attenzione una proposta che arriva direttamente dal mondo della sanità pubblica per voce dell’ordine dei medici. Il DL rilancio nazionale porta infatti con sé un intervento importante grazie all’attivazione di 400 nuove borse di studio. Sarebbe servito uno scossone anche dalla Regione soprattutto dopo le gravi ferite inferte dal virus. E invece nulla.

Avevamo già suggerito la dotazione aggiuntiva di 8 milioni di euro calcolando il numero complessivo di borse di studio che sarebbero necessarie ogni anno per il nostro Sistema Sanitario Regionale. Parere contrario della giunta, in attesa di varare la delibera. Ora l’assessore Icardi  parrebbe anche d’accordo ma a mancare sarebbero le risorse. Uno stucchevole gioco delle tre carte che grava sulla salute dei piemontesi.

La Regione Piemonte avrebbe dovuto fare la propria parte garantendo risorse complementari anziché limitarsi ad utilizzare i fondi provenienti da Roma. Oggi, durante il varo di un “Riparti Piemonte a tutto cemento”, abbiamo assistito all’ennesima performance che prova quale sia la reale posizione dell’amministrazione Cirio sulla sanità pubblica piemontese.

Giorgio Bertola, Consigliere Regionale M5S Piemonte

Ufficio Stampa
MoVimento 5 Stelle
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Frediani, Bertola (M5S): Terapie anti Covid non hanno simboli di partito. Icardi e Marnati chiedano scusa e pensino a garantire la sicurezza agli operatori

Le terapie anti Covid non hanno simboli di partito. Sono il risultato di anni ed anni di lavoro e sperimentazioni da parte di professionisti, i quali non indossano casacche politiche nello svolgimento del proprio lavoro. E’ vergognoso il tentativo degli assessori Icardi e Marnati di appropriarsi del primo caso di guarigione in Piemonte attraverso il plasma (terapia ancora in fase di sperimentazione).

Ricordiamo agli esponenti della Giunta che gli operatori sanitari del Piemonte non hanno bisogno di manifesti di partito, ma di tamponi, dispositivi di protezione individuale, ascolto e considerazione. Cose che sono mancate nella Fase1 ed in parte continuano a mancare anche nella Fase2.

La Giunta chieda scusa ai medici per questa imbarazzante invasione di campo e pensi piuttosto a garantire la sicurezza di tutti i lavoratori della Sanità piemontese.

Francesca Frediani, Consigliere regionale M5S Piemonte
Giorgio Bertola, Consigliere regionale M5S Piemonte