Sacco, Martinetti (M5S): Consumo di suolo in Piemonte avanza senza sosta. L’allarme lanciato da Confagricoltura. Ora cambiare rotta

Il consumo di suolo non conosce tregua. L’allarme è stato lanciato da Confagricoltura proprio in questi giorni.
In tre decenni il Piemonte ha perso il 20 per cento della superficie coltivabile a favore di nuove edificazioni, capannoni e urbanizzazioni. Un consumo equivalente a 311 campi da calcio!
E con il “#RipartiCemento” varato quest’estate dalla Giunta Cirio e voluto fortemente dalla Lega, il trend non può che peggiorare.

Un volano per l’edilizia e allo stesso tempo una buona misura contro il consumo di suolo è il superbonus 110%  contenuto nel decreto rilancio del Governo. Una buona norma per incentivare la ristrutturazione, la rigenerazione urbana e l’efficientamento a cui l’amministrazione piemontese avrebbe potuto fare riferimento.
Ma il grosso problema è che questa Giunta di destra guarda al futuro come avveniva negli anni ’50, ignorando gli interventi di riqualificazione ed efficientamento e pensando che il cemento possa risolvere tutti i problemi.
Più cemento significa invece solo maggiore rischio idrogeologico e meno sicurezza per i cittadini, senza considerare le nuove spese per porre rimedio ai danni di alluvioni ed esondazioni causate dal consumo di suolo. Ora servirebbe un repentino cambio di rotta.

Sean Sacco, Capogruppo M5S Piemonte

Ivano Martinetti, Consigliere Regionale M5S Piemonte

Ufficio Stampa
MoVimento 5 Stelle
347 4575827

Fase 2, Martinetti (M5S): “Riparti Piemonte è una colata di cemento, già dimenticate le alluvioni che hanno devastato la regione”

Il “Riparti Piemonte” è una colata di cemento sulla nostra regione. Cirio e la Lega sfruttano l’emergenza Covid per favorire le speculazioni immobiliari, intanto molte aziende e troppi lavoratori vengono dimenticati dal sistema dei bonus regionali.

Il Riparti Piemonte è un’occasione mancata. Pensiamo sia necessario puntare sulle ristrutturazioni, sulle riqualificazioni energetiche, sul riutilizzo delle aree già compromesse. Più cemento, come vogliono Cirio e Lega, significa invece maggiore rischio idrogeologico, meno sicurezza per i cittadini ed il rischio concreto di deturpare le bellezze della nostra Regione.

I nostri paesi e le nostre città sono piene di capannoni vuoti o sottoutilizzati e di aree industriali ormai dismesse da anni. Sarebbe logico indirizzare gli incentivi per il settore edile alla loro riconversione, come da sempre chiediamo. Il recupero dell’esistente, la riqualificazione sfruttando anche quella grande opportunità che ci offre il Governo con il bonus del 110%. Queste nostre proposte sono cadute nel vuoto in nome di un’idea di sviluppo, del centrodestra regionale, che risale al secondo dopoguerra.

Quanto avvenuto nella nostra Regione nell’autunno scorso è già finito nel dimenticatoio: strade distrutte, case allagate, paesi e frazioni isolati, imprese in ginocchio. Non abbiamo fatto in tempo a ricordare l’alluvione del ’94 che già era il momento di fronteggiarne una nuova. Con le norme contenute nel Riparti Piemonte non bisogna essere dei profeti per prevedere nuove sciagure del genere.

Ivano Martinetti, Consigliere regionale M5S Piemonte
Vicepresidente Commissione Regionale Urbanistica

Martinetti (M5S): Via libera al consumo indiscriminato di suolo nel riparti Piemonte. Necessario ripartire da efficientamento e recupero dell’esistente

 


Gli articoli del Riparti Piemonte che riguardano urbanistica ed edilizia sono un vero e proprio via libera al consumo indiscriminato di suolo.
Oggi in commissione abbiamo sottolineato l’importanza della tutela del territorio e del paesaggio anche per  rispettare i principi stabiliti dalla legge urbanistica regionale sul “consumo zero” di suolo. Del tutto inutile: la destra al governo del Piemonte vuole tornare a costruire ovunque, senza alcuna tutela del nostro patrimonio territoriale.

Il Movimento 5 Stelle, in linea col Governo, è dell’idea opposta: recuperare l’esistente e ristrutturare ed efficientare il patrimonio edilizio rappresentano il vero volano dell’edilizia, soprattutto alla luce della scarsa domanda di nuove edificazioni. I mutui vengono aperti sull’esistente, il futuro dell’edilizia è in questo settore come ampiamente dimostrato dall’aumento del giro di affari. Negli anni ‘50 sono rimasti solo la giunta Cirio e la Lega.

Molte norme inserite nel Riparti Piemonte appaiono incostituzionali e passibili di impugnativa, con la conseguenza immediata di produrre confusione tra cittadini, imprese ed enti locali che non sapranno come applicare le norme messe in campo.

E’ necessario un urgente cambio di passo, queste norme devono vedere una più ampia discussione con tutte le categorie e gli stakeholder del settore, non possono essere inserite in una norma temporanea ed emergenziale, perché governare male il territorio condannerebbe per sempre la nostra regione e le future generazioni.

Ivano Martinetti, Consigliere regionale M5S Piemonte
Vicepresidente Commissione regionale Urbanistica

Ufficio Stampa
MoVimento 5 Stelle
347 4575827

Bertola – Disabato – Martinetti (M5S): “No al consumo di suolo boschivo per il crossodromo di Castagnole Monferrato. Si individui un sito meno impattante”.

Quaranta ettari di bosco a destinazione agricola e boschiva con un consumo di suolo pari a 78mila metri quadri potranno venire sacrificati per l’impattante crossodromo di Castagnole Monferrato.

Se il progetto venisse realizzato si andrebbe infatti a deturpare definitivamente un territorio pregiato e ricco di biodiversità, vocato al vitivinicolo e che fornisce servizi ecosistemici insostituibili. 

Per questa ragione ci uniamo al comitato ed ai cittadini che guidano la protesta contro un’opera contraria ad uno sviluppo armonico del territorio e che non porterebbe alcun vantaggio  economico significativo alle aree circostanti. Senza contare le ripercussioni negative sull’ambiente sulla salute dei cittadini che popolano la zona circostante, come confermato sia dall’Asl di Asti che dall’Arpa. 

Esistono infatti già 29 impianti di Motocross in Piemonte e in un raggio di 50 Km da Castagnole sono presenti 10 impianti più un undicesimo in costruzione a Felizzano. Neanche la Lombardia può vantare una rete simile. 

La normativa regionale individua fra le finalità della legge sulla Tutela ed uso del territorio, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio naturale in genere e, in particolare modo, dei beni ambientali, paesaggistici e culturali evitando ogni ulteriore consumo del suolo.

In attesa della Conferenza dei Servizi che dovrà chiarire ulteriori aspetti tecnici e normativi, chiediamo alla Regione di prendersi la responsabilità di pianificare il territorio secondo le finalità descritte dalla legge senza ulteriore consumo indiscriminato di suolo e individuando appositi siti ben più adatti ad ospitare impianti tanto invasivi per il territorio. 

 

Giorgio Bertola, Consigliere Regionale M5S Piemonte
Sarah Disabato, Consigliere Regionale M5S Piemonte
Ivano Martinetti, Consigliere Regionale M5S Piemonte

ALLUVIONE ’94, RICORDARE LE VITTIME E LAVORARE PERCHE’ NON SUCCEDA MAI PIU’. NECESSARIO LIMITARE IL CONSUMO DI SUOLO E INVESTIRE IN PREVENZIONE

Oggi Consiglio regionale aperto in memoria dell’alluvione del ’94 che ha colpito duramente l’alessandrino. Importante non dimenticare le 70 vittime e le migliaia di sfollati, ancora più importante lavorare affinché non succeda mai più.

Quando avvenne quella tragedia avevo 2 anni, troppo pochi per ricordare. Posso dire comunque di averla rivissuta attraverso i racconti dei tanti volontari miei concittadini che in quei drammatici giorni erano in prima linea. La forza della natura è devastante ma chi amministra ha importanti responsabilità. Il consumo di suolo è uno dei problemi principali, costruire ovunque e senza criterio ci ha portato ad avere un territorio incapace di assorbire l’acqua che a sua volta viene convogliata nei fiumi superando di gran lunga la loro naturale capacità. E le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.

Dobbiamo investire in opere capaci di garantire la sicurezza dei cittadini per prevenire il dissesto idrogeologico. Ma non saranno sufficienti se continueremo a costruire e impermeabilizzare terreni per logiche legate al mero profitto. Abbiamo un dovere morale verso le future generazioni. Risolvere i problemi costa, ma non affrontarli ci condannerà a pagare un conto che non saremo mai in grado di saldare.

Sean Sacco, Consigliere regionale M5S Piemonte

VCO, ANDRISSI – BERTOLA (M5S): “ALPE DEVERO, SVELATE LE PESANTI RESPONSABILITA’ DELLA REGIONE SUL PROGETTO. FERMARE SUBITO QUESTA COLATA DI CEMENTO”

La colata di cemento sulla Valle Devero è stata promossa dalla Regione Piemonte. E’ quanto emerso oggi in Consiglio regionale dalla risposta fornita dalla Giunta ad una nostra interrogazione. Il piano strategico della Provincia è stato scritto proprio dal soggetto privato intenzionato a devastare la montagna, il tutto su suggerimento della Regione Piemonte. Un piano scritto da un privato, ad uso e consumo di interessi privati, divenuto atto ufficiale su indicazione proprio della Regione Piemonte.

Un cortocircuito che porterà solo danni all’ambiente e sarà destinato a rovinare uno splendido angolo del nostro Piemonte. Questa Valle non ha bisogno di turismo di massa né di 2.500 metri quadrati di nuove costruzioni.

Lo sanno bene i cittadini del VCO, così come molti turisti che amano queste montagne, che in questi giorni hanno firmato in massa la petizione lanciata sulla piattaforma change.org per fermare questo scempio. In pochi giorni le adesioni sono arrivate quasi a 40 mila. Un numero esorbitante che dovrebbe far riflettere chi, in Regione Piemonte, con troppa leggerezza ha assecondato il progetto.

Da parte nostra continueremo a contrastare questa follia contestando ogni provvedimento che consenta la distruzione dell’Alpe Devero.

Gianpaolo Andrissi, Consigliere regionale M5S Piemonte
Giorgio Bertola, Consigliere regionale M5S Piemonte

“LA REGIONE FERMI LA VARIANTE DI DRUENTO. 14 ETTARI DI TERRITORIO A RISCHIO CEMENTIFICAZIONE SELVAGGIA”

CONSUMO DI SUOLO, VALETTI (M5S): “LA REGIONE FERMI LA VARIANTE DI DRUENTO. 14 ETTARI DI TERRITORIO A RISCHIO CEMENTIFICAZIONE SELVAGGIA”

Alla nostra interrogazione su come intenda esprimersi la Regione Piemonte sulla variante che cementificherebbe 14 ettari di terreno nel Comune di Druento, l’assessore Valmaggia evita accuratamente di esprimere una posizione politica. Il nostro territorio non ha subito ancora abbastanza danni affinché un amministratore pubblico abbia il coraggio di porre fine al disastro esprimendosi con chiarezza.
La variante al piano regolatore, seppure non ancora bloccata, è stata quindi sospesa grazie all’azione del Movimento 5 Stelle a Druento e in Regione che ha contribuito a sollevare il caso e a frenare l’azione del Comune.
A quanto sostiene l’assessore, il sindaco del comune della cintura torinese, sulla base di non ben definiti problemi procedurali, ha deciso di sospendere le sedute per attendere che il collegio di vigilanza valuti e verifichi se le procedure fossero corrette. La variante infatti poggia le proprie fondamenta su un decreto del 1991 che consentiva ai comuni di concedere in locazione ai funzionari e ai dipendenti delle amministrazioni dello stato coinvolti nella lotta alla mafia e alla criminalità organizzata alloggi e appartamenti.
Appare chiaro tuttavia che le necessità del piano siano cessate da tempo e che l’appiglio alla legge del ‘91 non fosse che una scappatoia al piano regolatore che non consentirebbe un aumento di tale dimensioni della cubatura edificabile. Non c’è alcuna giustificazione ad un un tentativo di cementificazione tra i più importanti e devastanti del territorio della provincia.

Federico Valetti, Consigliere Regionale M5S Piemonte

Valetti (M5S): 4 Milioni di Mq di suolo consumato nel 2016 in Piemonte, un crimine contro le future generazioni

Malgrado la legge regionale sul consumo di suolo, lo spreco di terreno fertile continua anche a causa di procedimenti di urbanizzazione già avviati negli anni scorsi.

Solo nel 2016 sono spariti 400 ettari di suolo in Piemonte, come 520 campi da calcio. E il trend è in aumento. L’Ispra ha calcolato che il “verde” sparito corrisponde ad un danno per la collettività e per la Regione pari a 35 milioni di euro l’anno. Rappresenta il costo economico associato alla perdita di servizi dell’ecosistema (produzione agricola, erosione, costi di manutenzione e protezione aree). Il 12% del suolo del Piemonte è cementificato, nella provincia di Torino si arriva al 34% . A livello regionale il 14% del suolo ad “elevato pregio” (suolo utile, ricco di risorse) è stato cementificato.

Nel 2016 l’Italia ha tagliato il nastro su 500 mila metri quadri di nuove strutture, e ha in cantiere progetti fino al 2020.

La pianura Padana è uno dei territori più fertili al mondo e ha fatto la ricchezza del nord Italia, ancor prima dell’industrializzazione.

Nel Torinese aprirà “Mondo Juve” che diventerà il più grande polo commerciale integrato piemontese, con una superficie lorda pavimentata di 82.000 mq e più 100 negozi.

Molti paesi europei stanno sostenendo fortemente la riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente, senza intaccare il territorio. In Italia invece avviene il contrario, con il consenso della Regione Piemonte e purtroppo anche di molti amministratori locali.

Noi infatti sosteniamo il trasferimento dei diritti edificatori dai “campi di grano” alle periferie degradate e sottoutilizzate. Sicuramente posizione troppo responsabile per essere accolta con favore dal PD.