FINPIEMONTE, EMERSI TUTTI I LIMITI DELLE PROCEDURE DI CONTROLLO E MONITORAGGIO SU FINPIEMONTE. METTERE UNA PIETRA TOMBALE SULLA TRASFORMAZIONE IN BANCA

Tutti i limiti delle procedure di controllo della Regione su Finpiemonte sono emersi oggi nella prima seduta della Commissione d’indagine. Ascoltando l’intervento del intervento del Segretario Generale della Regione Petrelli risulta evidente come sia stato possibile far sparire 11 milioni dei cittadini piemontesi. 

Infatti i compiti di controllo e monitoraggio si sono limitati a verificare i soli atti di programmazione e la definizione delle nomine, senza nessuna nessun approfondimento delle operazioni concrete riguardanti i flussi di cassa. Quindi fino ad oggi la società finanziaria del Piemonte ha agito in totale autonomia senza un controllo puntuale della struttura regionale e della politica.

Abbiamo appreso inoltre come l’unico provvedimento adottato internamente dopo lo scandalo Gatti sia stato la dequalificazione, da dirigente a quadro, del Responsabile amministrazione Finanza e Controllo. A nostra precisa domanda il vicepresidente Reschigna ha riferito che seguiranno ulteriori provvedimenti ma senza specificare tempi e modi. Resta inoltre ancora sospesa la partita relativa alla chiusura dell’investimento in svizzera che potrebbe regalare ulteriori amare sorprese ai contribuenti piemontesi ed aumentare la cifra andata in fumo.

Sono stati inoltre evidenziati tutti i limiti di questa blanda Commissione d’indagine voluta dal Partito Democratico, i commissari infatti non hanno avuto nemmeno la possibilità di visionare documenti già in possesso degli organi d’informazione come, ad esempio, l’esposto di Finpiemonte alla Procura, la corrispondenza tra la i revisori della finanziaria e la società Deloitte e la copia del contratto tra Finpiemonte e la banca elvetica Vontobel. Non pervenuti nemmeno i carteggi tra Finpiemonte e la stessa Regione Piemonte in materia di controllo sugli enti in house. Documenti che peraltro sono in possesso della stessa Regione. 

E’ evidente quindi la relativa inutilità di questa Commissione d’indagine e l’assoluta follia del progetto portato avanti da Chiamparino di trasformare Finpiemonte in una banca. Un disegno già sospeso che andrà bloccato in ogni suo aspetto. Se già oggi infatti sono spariti 11 milioni chissà cosa potrà accadere un domani con l’assetto di Istituto di Credito. 

Gruppo regionale M5S Piemonte

FINPIEMONTE, GRUPPO M5S: “AFFOSSATA DA PD-LEU E FORZA ITALIA-LEGA LA COMMISSIONE D’INCHIESTA PER FARE CHIAREZZA SUGLI 11 MILIONI SPARITI DEI CITTADINI PIEMONTESI”

Pd, LEU, Lega e Forza Italia affossano la commissione d’inchiesta su Finpiemonte proposta dal Movimento 5 Stelle per fare chiarezza. Un asse solido che nel voto ha unito, guarda caso, chi ha governato la finanziaria regionale. Evidentemente c’è molta paura di un’operazione trasparenza mirata a fare piena luce sulla sparizione di 11 milioni di euro dei cittadini piemontesi, sul rispetto delle norme e sull’individuazione di nuove procedure per evitare casi simili in futuro. Forse perché la Commissione d’inchiesta sarebbe guidata da un consigliere d’opposizione?

In un contesto in cui le novità di questa vicenda vengono apprese dallo stesso vicepresidente Reschigna leggendo i giornali, senza essere informato dai soggetti nominati dalla Giunta al vertice di Finpiemonte, è quantomeno necessario mettere in campo tutti i migliori strumenti messi a disposizione dallo statuto regionale.

Lo stesso Pd che invocava, ed otteneva, commissioni speciali quando era in opposizione in Regione (e l’ha chiesta ed ottenuto in Comune col M5S) è lo stesso che ora non ritiene più utile questo strumento. In aula abbiamo assistito alla solita moralità a targhe alterne dei consiglieri democratici.

La proposta di un “approfondimento” conoscitivo in commissione bilancio, guidata da un dem, è un pannicello caldo per un paziente grave.

Gruppo regionale M5S Piemonte

BILANCIO, APPROVATI 9 ORDINI DEL GIORNO DEL MOVIMENTO 5 STELLE SU TEMI IMPORTANTI

Approvati dal Consiglio regionale del Piemonte 9 atti d’indirizzo del Movimento 5 Stelle collegati al Bilancio di previsione regionale 2018-2020.

Voto favorevole alla mozione “Accesso alle strutture per disabili ed anziani” a prima firma Davide Bono. D’ora in poi anche le rappresentanze delle associazioni di familiari di anziani e disabili avranno libero accesso alle strutture che li ospitano, per controllare il rispetto delle norme di sicurezza, personale e igiene. Approvato inoltre l’ordine del giorno, sempre di Davide Bono, per valutare l’incremento dei fondi per la lotta integrata alle zanzare.

Tre gli ordini del giorno a prima firma Federico Valetti approvati dall’aula riguardanti veicoli elettrici, Forte di Fenestrelle e studi ARPA. I documenti impegnano la Giunta a: reperire le risorse per creare un fondo di cofinanziamento per l’istallazione di colonnine di ricarica elettrica per veicoli sulle principali strade del Piemonte; prevedere fondi per la messa in sicurezza del Forte di Fenestrelle, la sistemazione della strada di collegamento tra S. R 23 e il complesso di Pra Catinat, il finanziamento di uno studio sull’impianto di risalita verso il Forte e destinare risorse ad ARPA Piemonte per sviluppare modelli di analisi in grado di misurare il particolato ultrafine PM 2.5 e identificare le fonti emissive e gli impatti sulla salute.

Approvato l’ordine del giorno di Francesca Frediani per aumentare le risorse finanziarie per il supporto socio-assistenziale, informativo e legale all’attività di accoglienza e tutela dei migranti che cercano di raggiungere la Francia tramite la Valle di Susa. Il documento impegna la Giunta a costituire un gruppo di lavoro dedicato con operatori socio sanitari e mediatori culturali per un miglioramento della gestione ed a reperire maggiori risorse sia regionali che in ambito europeo e regionale per affrontare le criticità riscontrate. Via libera anche all’ordine del giorno a firma Frediani mirato a prevedere forme di contributi economici, come l’indennità di partecipazione, negli ambiti di progetti formativi rivolti a persone disoccupate o in condizioni economiche disagiate. Un intervento necessario per ridurre gli abbandoni dei corsi di formazione causati da esigenze di natura economica.

Due gli ordini del giorno a firma Gianpaolo Andrissi votati dall’aula. Il primo prevede l’attivazione di un gruppo regionale di lavoro sulla SACAL di Carisio (VC) al fine di valutare la possibilità di realizzare un biomonitoraggio sugli eventuali effetti sulla salute dei residenti nei pressi del sito. Il secondo è mirato a valutare la possibilità di aumentare i fondi per il miglioramento della raccolta differenziata dopo che la finanziaria 2018 del Governo ha ridotto gli incassi della ecotassa.

Gruppo regionale M5S Piemonte

CANONI IDRICI, LA REGIONE PRENDE IN GIRO IL VCO ED OTTIENE UNA DIFFIDA. INTERVENIRE SUBITO SUL BILANCIO

Canoni idrici destinati alla provincia del VCO, la Regione prende in giro un intero territorio. Chiamparino e Reschigna hanno inserito nel bilancio di previsione uno stanziamento di soli 2,5 milioni per la specificità montana della provincia e le funzioni aggiuntive, zero euro dei canoni idrici. Così la Provincia si è vista costretta a procedere con le carte bollate attraverso una formale diffida. Non si doveva arrivare a questo punto, a maggior ragione se lo stesso Consiglio regionale si è espresso in tal senso con l’approvazione di un ordine del giorno a 5 Stelle, a prima firma Gianpaolo Andrissi e Davide Bono, che prevedeva la destinazione del 100% dei canoni idrici alla provincia del Verbano Cusio Ossola (circa 17 milioni). Reschigna invece si limita a fare l’elemosina.

La specificità montana del VCO deve essere riconosciuta con atti concreti, e la concessione dei canoni idrici è uno di questi. Prendere in giro istituzioni e cittadini promettendo interventi senza attuarli, come sta facendo il Partito Democratico in Regione Piemonte, avrà come unico effetto quello di sostenere le spinte verso la Lombardia.

Chiederemo quanto prima all’assessore al Bilancio Reschigna di rispettare le scelte del Consiglio regionale e procedere subito alle opportune modifiche sul bilancio di previsione.

Gianpaolo Andrissi, Consigliere regionale M5S Piemonte

Davide Bono, Consigliere regionale M5S Piemonte

IL DEBITO AGESS PAGATO CON I FONDI DESTINATI ALLE MANUTENZIONI, ECCO L’EREDITA’ DELLA VECCHIA POLITICA CONSOCIATIVA. LA RISPOSTA DELLA REGIONE NON LASCIA DUBBI

Discussa in Commissione bilancio regionale la mozione del consigliere Federico Valetti (M5S) mirata ad accertare la verità in merito al “condono del 40% del debito AGESS attualmente a carico della Comunità montana pinerolese da parte dell’ATO3 e rideterminazione tra i territori della vecchia Comunità montana della restante parte del debito”.

Abbiamo quindi chiesto chiarimenti alla Giunta regionale sulla possibilità di usare fondi destinati alla manutenzione del territorio per ripianare i debiti fatti dai vecchi politici attraverso AGESS (Agenzia sviluppo sostenibile).

Riportiamo testualmente parti della risposta del Vicepresidente dell’Assemblea Regionale, Aldo Reschigna: “…il curatore fallimentare di AGESS ha pignorato le risorse esistenti presso la Comunità Montana in liquidazione che erano i trasferimenti dell’ATO relativamente ad interventi a favore di quei territori. Quei fondi, sottolinea, sono stati pignorati e non sono pertanto più disponibili … l’ unica soluzione possibile, evitando di mandare tali comuni in dissesto economico è rappresentata dal fatto di trovare transitivamente e definitivamente una intesa con ATO, con la comunità montana e con l’unione dei comuni per cui quei soldi pignorati dal curatore fallimentare presso la comunità montana che erano trasferimenti ATO, fossero utilizzati in parziale scomputo del debito che comunità montana ha nei confronti della curatela fallimentare.

E’ chiaro che questa soluzione ha una controindicazione: ci sono meno risorse per compiere investimenti sul territorio… C’è da dire che le risorse che oggi gli ATO mettono complessivamente a disposizione dei Comuni e delle unioni di comuni di montagna sono molto consistenti per cui è molto più sopportabile in termini di conseguenze, lo spostare in là qualche investimento piuttosto che avere dei comuni in dissesto.”.

Si comprende dunque che il 40% del debito AGESS ricadrà sull’ATO (Autorità d’ambito), soldi sottratti alle opere di messa in sicurezza del territorio, per un ammontare di circa 900 mila euro. I restanti 1milione 380 mila euro (sul debito totale di 2,280 mln) verrebbero ripagati in 10 anni dai Comuni, attraverso la restituzione all’ATO, e dovranno mettersi d’accordo fra di loro per la ripartizione.

Manca un particolare che Reschigna ha sottaciuto: stiamo parlando di fondi raccolti con le bollette dell’acqua da tutti i cittadini e destinati ai fondi per la manutenzione idrogeologica del territorio! Dobbiamo aspettare il prossimo disastro per accorgerci che i fondi per la manutenzione sono stati tagliati per colpa dei vecchi politici? Perché prendere il denaro da questi fondi e non da altre voci di bilancio meno impattanti sulla vita dei cittadini?

Il Movimento 5 Stelle sta facendo un’analisi della rendicontazione di tali fondi, poiché alcune cifre appaiono alquanto dubbie. Ma quello che appare ancora più strano è che in tanti anni nessuna Amministrazione Comunale, Unione o Comunità Montana, Regione abbia avviato azioni giudiziarie per recuperare i danni dai responsabili, né tanto meno abbia coinvolto i cittadini con assemblee o operazioni di trasparenza. Sembra che un’intera classe politica abbia nascosto l’entità del danno a carico dei cittadini e le responsabilità di chi questo danno l’ha generato.

Federico Valetti, Consigliere regionale M5S Piemonte

FINPIEMONTE, RESPONSABILITA’ POLITICHE DEL PD EVIDENTI. ORA BLOCCARE SUBITO IL PROGETTO DI TRASFORMARE FINPIEMONTE IN UNA BANCA

Finpiemonte, evidenti responsabilità PD

Caso Finpiemonte, le responsabilità politiche di questa vicenda sono tutte del Partito Democratico. L’inchiesta della Procura sulla gestione sospetta dei fondi apre uno spaccato inquietante sulla guida della società finanziaria piemontese negli anni passati. Secondo le accuse in ballo ci sarebbero 6 milioni dei cittadini piemontesi che sarebbero spariti ed altri 50 investiti in operazioni ad alto rischio e poco trasparenti.

Quanto avvenuto dimostra la necessità di fermare subito il piano di Chiamparino che vuole trasformare Finpiemonte in una banca. Il PD, con la nomina di Gatti, si è dimostrato inaffidabile a gestire la società ed i rischi della nuova avventura come istituto di Credito sono destinati ad aumentare esponenzialmente. La politica regionale ha già “giocato” a fare la banca, i risultati sono sotto gli occhi di tutti con il caso Eurofidi: un buco da 50 milioni di euro e 200 lavoratori finiti in mezzo ad una strada. Finpiemonte rischia di essere la replica di un film già visto e finito male.

Da mesi denunciamo i pericoli di questa operazione. Mancano un piano di monitoraggio, un piano di controllo dell’ente e uno di applicazione. Con la manovra di Chiamparino si concede un’estrema autonomia nella definizione pratica dell’utilizzo delle risorse e nell’individuazione dei beneficiari. Con queste condizioni è facile prevedere la nascita di un centro di potere slegato da controlli democratici e potenzialmente strumento di certe cricche economiche.

Gruppo regionale M5S Piemonte

GRATTACIELO, BERTOLA (M5S): “ANCORA TROPPE QUESTIONI APERTE: TRASFERIMENTO DIPENDENTI, VETRI DANNEGGIATI E BONIFICHE”

Cantare vittoria dopo aver annunciato la conclusione del grattacielo in 6 mesi e mezzo ed aver invece convenuto 14 mesi con l’impresa subentrante non ci sembra un successo di Chiamparino e Reschigna. Al contrario, è la dimostrazione di un atteggiamento quantomeno superficiale. L’ottimismo di Chiamparino è immotivato, per il grattacielo regionale restano infatti aperte ancora diverse questioni.

Come è possibile annunciare il trasferimento di alcuni uffici a fine 2017 a struttura non ancora ultimata? Ci domandiamo che livello di sicurezza sarà garantita ai dipendenti oppure se si tratti del solito annuncio di questa Giunta. Ancora senza soluzione anche l’aspetto relativo alle vetrate danneggiate: il numero esatto è ancora ignoto (oscillerebbe tra i 300 e gli 800 pezzi). A distanza di mesi, e dopo un incarico affidato addirittura al CNR (Centro Nazionale Ricerche), non si conosce nemmeno la causa delle anomalie riscontrate e se le responsabilità siano dei fornitori, dell’azienda costruttrice o eventuali errori presenti nel progetto.

Silenzio assoluto anche su un tema di fondamentale importanza: la bonifica delle falde acquifere nell’area ex Avio.

Giorgio Bertola, Consigliere regionale M5S Piemonte

FIRME FALSE, GRUPPO M5S: “ATTENDIAMO CON FIDUCIA IL PRONUNCIAMENTO DEL TAR, I PIEMONTESI CHIEDONO CERTEZZE”

Firme false del PD alle elezioni regionali 2014, i cittadini hanno diritto ad ottenere una risposta chiara per scrivere la parola fine a questa vicenda. In ballo ci sono 8 rappresentanti dei piemontesi nel Consiglio regionale del Piemonte. Di fatto, tutto lo stato maggiore del PD torinese potrebbe decadere.

Attendiamo fiduciosi che al termine degli 80 giorni indicati dal Tribunale civile, per consentire alle parti il deposito degli atti, il TAR si pronunci il prima possibile.

Ricordiamo che la causa civile ha già accertato la falsità delle firme raccolte in appoggio della lista Pd alle ultime elezioni regionali ed addirittura un Consigliere regionale ha patteggiato 6 mesi. Queste sono precise responsabilità del segretario PD Gariglio e del presidente PD Chiamparino, non possono continuare a far finta di niente.

Gruppo regionale M5S Piemonte

CSI, GRUPPO M5S: “DE SANTIS SI DIMETTA, AVVIARE SUBITO UN PIANO STRATEGICO CON CSI PER L’INFORMATIZZAZIONE DEL PIEMONTE”

L’Autorità Anticorruzione certifica per la seconda volta il fallimento della Giunta Chiamparino. Ora l’assessore alle Partecipate De Santis si dimetta, come hanno fatto i vertici Csi. La richiesta di un parere all’ANAC è stata avanzata dal Comune di Torino, sono bastati 9 mesi di amministrazione 5 stelle per smontare i piani della vecchia politica intenzionata a sbarazzarsi di CSI affidando ai privati l’ingrato compito di licenziare molti dipendenti.

L’Authority però non solo ha confermato l’impossibilità ad esternalizzare servizi che rappresentano il core business del Consorzio ma ha anche sottolineato come la gara non si sarebbe proprio dovuta realizzare, o tuttalpiù ci si sarebbe dovuti avvalere di Consip.

Ora la Regione e gli altri soci pubblici di CSI, dopo aver perso 3 anni, dovrebbero finalmente definire le politiche e le strategie di sviluppo. Occorre avviare una nuova agenda digitale per il Piemonte, in modo da arrivare preparati all’appuntamento con la Banda Ultralarga fissato dall’Europa per il 2020 e programmare una volta per tutte un sistema informatico condiviso per tutte le ASL Piemontesi. I cittadini chiedono servizi efficienti e Csi ha le competenze per realizzarli.

Gruppo regionale M5S Piemonte