Imprese – M5S: Grazie al superbonus 110% , nel 2020 aumentano le aziende edili in Piemonte. Segno positivo nelle province di Torino, Asti, Alessandria, Novara, Vercelli e VCO.

Al temine di un anno durissimo, il 2020 che sarà ricordato per lo scoppio della pandemia da coronavirus, il settore delle costruzioni grazie alla misura del Superbonus 110% voluta dal Movimento 5 Stelle, mostra un saldo positivo tra le imprese cessate e le nuove nate sia livello nazionale che nelle province di Torino, Asti, Alessandria, Novara, Vercelli e Vco.

I dati di Unioncamere – Infocamere fotografano un trend positivo per i nostri territori: Alessandria (+0,72%), Asti (+1,81%), Novara (+0,29), Torino (+1,38%), Verbania (+0,14%) e Vercelli (+0,60). In termini assoluti sono 526 le nuove aziende piemontesi nel settore costruzioni. Tante luci e solo piccole flessioni decimali nelle province di Biella e Cuneo.

A livello nazionale 10.180 nuove realtà imprenditoriali nate lo scorso anno nell’edilizia, con un incremento dell’1,23% su base annua.

Questo nonostante il contesto fortemente compromesso dal lockdown, conferma la bontà dell’intuizione che il Movimento 5 Stella ha messo a punto una norma dai tanti aspetti benefici in campo ambientale e sul piano del lavoro.

Il Superbonus 110% rappresenta la misura simbolo della nostra visione, un esempio di norma utile al tempo stesso per le famiglie, per le imprese e l’occupazione e per l’ambiente. Proprio oggi, il governo ha anche messo a disposizione dei cittadini un sito internet dedicato al quale poter inviare richieste di chiarimento sulla sua applicazione. Superato lo scoglio di questa crisi di governo insensata – riprendono –, lavoreremo per estendere ancora di più la portata e la durata di questa norma centrale per il rilancio dell’economia e per improntare su questo approccio anche il lavoro di messa a punto ulteriore delle misure contenute nel Piano nazionale per la ripresa e la resilienza.

Gruppo regionale M5S Piemonte
Parlamentari piemontesi Movimento 5 Stelle

Nucleare, Gruppo M5S: “Deposito unico nazionale, via libera al Consiglio Regionale aperto come richiesto dal Movimento 5 Stelle”

Via libera dalla riunione dei capigruppo in Regione Piemonte alla richiesta avanzata dal Movimento 5 Stelle di convocare una seduta aperta del Consiglio regionale sul tema del Deposito Unico nazionale delle scorie nucleari.

Un passo necessario per portare il dibattito nella sua sede naturale: in seno alle istituzioni elette dai cittadini e lontano dalla caotica arena social. Pensiamo che la seduta debba prevedere il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati (enti locali, associazioni, rappresentanti di categoria).

Il Consiglio regionale aperto rappresenta un passaggio, coerente e conseguente, al percorso di trasparenza avviato dal Ministro Costa con la pubblicazione della lista contenente i 67 siti potenzialmente idonei. Un documento tenuto nascosto dai Governi passati per molti anni e finalmente messo a disposizione dell’opinione pubblica per avviare un dibattito il più consapevole possibile.

Nessuna scelta è stata calata dall’alto, siamo solo all’inizio di un percorso decisionale che sarà il più inclusivo ed allargato possibile. Le Regioni avranno un ruolo cruciale, ed il primo strumento a disposizione è proprio un Consiglio regionale aperto.

Gruppo regionale M5S Piemonte

Nucleare, Gruppo M5S: “Proponiamo un Consiglio Regionale aperto per discutere con tutti i soggetti interessati”

Con la pubblicazione dei 67 siti potenzialmente idonei ad ospitare il Deposito Unico nazionale si è aperto, finalmente, un percorso trasparente, serio e responsabile sul futuro delle scorie nucleari in Italia. Per lunghi anni i Governi passati hanno tenuto nascosto all’opinione pubblica questo importante documento. Ora, per la prima volta, si è fatta chiarezza, come richiesto da decenni da una larga fetta del mondo ambientalista e le popolazioni che attualmente risiedono nei luoghi di deposito temporanei.

L’immobilismo e la paura della vecchia politica hanno causato il grave rallentamento del processo di bonifica dei 4 siti piemontesi che, ad oggi, ospitano l’80% delle scorie italiane.

Nessuna scelta è stata calata dall’alto, siamo solo all’inizio di un percorso decisionale che sarà il più inclusivo ed allargato possibile. Le Regioni avranno un ruolo cruciale nel processo di confronto con il Governo ed i territori. E’ necessario un atteggiamento serio, responsabile e costruttivo che, fino ad ora, non abbiamo visto nelle dichiarazioni degli esponenti del centrodestra regionale.

Per questo pensiamo che il primo passo concreto, in questa direzione, debba essere la convocazione di un Consiglio regionale aperto sul tema prevedendo il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati (enti locali, associazioni, rappresentanti di categoria). Oggi abbiamo presentato la nostra proposta in Consiglio regionale ed auspichiamo venga al più presto attuata. Aprire un confronto nelle sedi istituzionali, anziché ridurre tutto a qualche sparata sui social, sarebbe una grande prova di maturità della politica regionale.

Gruppo regionale M5S Piemonte

Gruppo (M5S): Approvata legge canoni idrici al VCO. Grazie al contributo del M5S destinati proventi anche alle altre province piemontesi

Abbiamo sempre ribadito che la specificità montana del VCO dovesse essere riconosciuta con atti concreti e la concessione dei canoni idrici è uno di questi.

Un riconoscimento fondamentale per l’amministrazione provinciale a cui gli 8 milioni dei canoni serviranno a sanare i problemi di bilancio della Provincia e per interventi a favore del territorio, come chiedeva un nostro ordine del giorno approvato all’unanimità nella passata legislatura.

E’ prevista anche una ripartizione del 50% dei canoni idrici di rispettiva competenza alla Città Metropolitana di Torino e alla Provincia di Cuneo e la creazione di un fondo di perequazione per tutte le province che verrà distribuito, come richiesto dal M5S, attraverso un criterio proporzionale ai km di strade di competenza per la loro messa in sicurezza.

Gruppo MoVimento 5 Stelle Piemonte

M5S: Ennesima bocciatura della giunta Cirio. Riparti Piemonte sarà impugnato davanti alla Corte Costituzionale. Piemontesi pagheranno l’ossessione per il cemento della Lega

Il Riparti Piemonte sarà impugnato davanti alla Corte Costituzionale. Confusione sulle competenze, conflitto con le norme nazionali, violazione dei principi di libera concorrenza e violazione delle norme poste a base della tutela del paesaggio rischiano di bloccare la legge bandiera della Lega.

Se la maggioranza avesse accolto i nostri emendamenti ora il Piemonte non rischierebbe questa pesante stagnazione. Lo stop del Governo a 5 articoli della legge nata per contrastare l’emergenza da Covid19 era prevedibile come dimostrano le nostre proposte di abrogazione degli articoli 52, 61,62,63, 72,79 della legge per una presunta incostituzionalità.
Tutte le misure contenute negli articoli impugnati sono di fatto congelate: ora attendiamo le mosse di Cirio con l’augurio che gli articoli incriminati vengano modificati o abrogati in tempi brevi.

Purtroppo l’ossessione per il cemento ha giocato brutti scherzi a questa maggioranza confusionaria e incompetente. Pur di dare il via libera ad un’edilizia incontrollata ha messo mano (male) ad una legge sull’urbanistica già collaudata e modificata dopo ampie discussioni in aula due anni fa. Ora a pagare saranno gli enti locali e i cittadini piemontesi in attesa che la Corte Costituzionale si esprima sul merito della questione.
Ci auguriamo che dopo questo secondo tonfo, preceduto dallo strampalato iter che ha portato la Cassazione a bocciare la proposta di referendum targata Salvini, giunta Cirio e Lega pecchino meno di arroganza e colgano i frutti di un confronto democratico in aula nel quale le minoranze non hanno sempre torto a priori.

Sacco, Matrisciano (M5S): “Inaccettabile strumentalizzazione dell’Assessore Chiorino per attaccare il Reddito di Cittadinanza. Per il M5S nessuno deve rimanere indietro”

Lotta alla povertà e buoni servizi al lavoro strumentalizzati dall’assessore Chiorino per attaccare il governo sul reddito di cittadinanza.

Le frasi dell’assessore della giunta Cirio sono inaccettabili, soprattutto pensando alle politiche del lavoro deficitarie sostenute da governi di destra e sinistra che hanno accresciuto la povertà in tutto il paese e corroso servizi pubblici fondamentali come i centri per l’impiego.
In questo quadro desolante il M5S ha scelto di rompere gli schemi mettendo sul piatto un sostegno al reddito per tutti i cittadini, una misura di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale che ha ridato speranza a milioni di persone, anche quelle escluse dai buoni servizi al lavoro.

Il dato allarmante è che molti cittadini, pur avendo un impiego, non riescono ad accedere ad un reddito sufficiente per vivere, il reddito di cittadinanza serve anche a questo. Ricordiamo infine che in Italia ci sono più di 6 milioni di disoccupati e che la situazione si è aggravata durante l’emergenza.

Per noi nessuno deve essere lasciato indietro. Il mantra che ha guidato l’istituzione del RDT è semplice e se l’assessore Chiorino non conosce le difficoltà in cui si ritrovano milioni di italiani si dedichi ad altro

Sean Sacco, Consigliere Regionale M5S Piemonte
Susy Matrisciano, Senatrice M5S

Fase 2, Martinetti (M5S): “Riparti Piemonte è una colata di cemento, già dimenticate le alluvioni che hanno devastato la regione”

Il “Riparti Piemonte” è una colata di cemento sulla nostra regione. Cirio e la Lega sfruttano l’emergenza Covid per favorire le speculazioni immobiliari, intanto molte aziende e troppi lavoratori vengono dimenticati dal sistema dei bonus regionali.

Il Riparti Piemonte è un’occasione mancata. Pensiamo sia necessario puntare sulle ristrutturazioni, sulle riqualificazioni energetiche, sul riutilizzo delle aree già compromesse. Più cemento, come vogliono Cirio e Lega, significa invece maggiore rischio idrogeologico, meno sicurezza per i cittadini ed il rischio concreto di deturpare le bellezze della nostra Regione.

I nostri paesi e le nostre città sono piene di capannoni vuoti o sottoutilizzati e di aree industriali ormai dismesse da anni. Sarebbe logico indirizzare gli incentivi per il settore edile alla loro riconversione, come da sempre chiediamo. Il recupero dell’esistente, la riqualificazione sfruttando anche quella grande opportunità che ci offre il Governo con il bonus del 110%. Queste nostre proposte sono cadute nel vuoto in nome di un’idea di sviluppo, del centrodestra regionale, che risale al secondo dopoguerra.

Quanto avvenuto nella nostra Regione nell’autunno scorso è già finito nel dimenticatoio: strade distrutte, case allagate, paesi e frazioni isolati, imprese in ginocchio. Non abbiamo fatto in tempo a ricordare l’alluvione del ’94 che già era il momento di fronteggiarne una nuova. Con le norme contenute nel Riparti Piemonte non bisogna essere dei profeti per prevedere nuove sciagure del genere.

Ivano Martinetti, Consigliere regionale M5S Piemonte
Vicepresidente Commissione Regionale Urbanistica

Sanità, Bertola: “Più fondi per borse di studio ai medici specializzandi, la Lega boccia la nostra proposta”

La maggioranza a guida Lega boccia l’emendamento a 5 Stelle, primo firmatario Giorgio Bertola, per aumentare di 8 milioni di euro le risorse regionali destinate alle borse di studio per medici specialisti, da sempre in numero ridotto in Piemonte. La nostra proposta prevedeva di inserire maggiori fondi nell’ambito del “Riparti Piemonte” con l’obiettivo di colmare il divario tra i fabbisogni espressi dalla Regione ed i contratti assegnati, ormai da anni in numero nettamente inferiore.

Abbiamo suggerito una dotazione aggiuntiva di 8 milioni di euro calcolando il numero complessivo di borse di studio che sarebbero necessarie ogni anno per il nostro Sistema Sanitario Regionale. L’emendamento è stato respinto dalla maggioranza di centrodestra giustificando la scelta con la presenza di fondi per questo ambito nel Decreto “Rilancio” del Governo.

Pensiamo che anche la Regione Piemonte avrebbe dovuto fare la propria parte garantendo risorse complementari anziché limitarsi ad utilizzare i fondi provenienti da Roma. E’ l’ennesima prova di come manchi una regìa nella sanità piemontese, una Giunta incapace di gestire l’emergenza così come di guardare al futuro.

Giorgio Bertola, Consigliere regionale M5S Piemonte

Sacco, Solo a Novara il PD non vuole fondi pubblici per costruire l’ospedale. A Torino chiede addirittura il MES!

Il Partenariato Pubblico Privato sarà un bagno di sangue per le casse dell’ASO Novara e per il Servizio Sanitario Regionale. Prendiamo atto con rammarico della decisione assunta dal Ministero della Salute, ma non possiamo fare a meno di mettere in luce il trattamento diverso riservato ai Novaresi rispetto ai cittadini di altre zone del Piemonte. Un doppiopesismo di cui il Partito Democratico è stato il principale artefice e per il quale, prima o poi, ne dovrà rispondere.

Due pesi e due misure sono stati infatti adottati per gli ospedali del Piemonte. La Giunta Chiamparino, nel silenzio generale, voleva costruire il nuovo ospedale del VCO e quello dell’ASL TORINO5 con i fondi pubblici INAIL. L’ultima novità di queste ore è la presa di posizione di Consiglieri regionali che vorrebbero realizzare il nuovo ospedale del Canavese (in provincia di Torino) attingendo ai fondi del MES. Insomma, l’uso di fondi pubblici (o europei) per far gli ospedali sembra valga dappertutto tranne che a Novara.

I tassi d’interesse del MES adottati negli anni precedenti oscillano al di sotto dell’1,41% (0,95% nel caso della Spagna, 1,41% Grecia, 0,76% a Cipro) mentre gli interessi per il Partenariato Pubblico Privato si aggirano intorno al 7%. Insomma, paradossalmente sarebbe più conveniente il MES della “cattiva” Europa ed anche l’INAIL (risparmi stimati in 200 milioni) rispetto al disastroso Partenariato Pubblico Privato. Un affare solo per i privati, non certo per i cittadini, l’ASO Novara e la Regione Piemonte.
I signori di questo scempio non s’illudano, continueremo a tenere massima l’attenzione su questa vicenda ricordando ai cittadini i nomi ed i cognomi dei responsabili che hanno lavorato, senza sosta, per il Partenariato Pubblico Privato.

Sean Sacco, Consigliere regionale M5S Piemonte

Riparti Piemonte: troppe categorie escluse dai bonus. La Giunta non ha spiegato i criteri adottati, pronti i nostri emendamenti.

Ancora troppe categorie del commercio, dell’artigianato e dei servizi alla persona escluse dal sistema dei bonus del Riparti Piemonte. In Commissione abbiamo chiesto l’integrazione delle attività dimenticate ma, dalla maggioranza, sono arrivate solo timide aperture riguardanti pochi settori.

Non si comprende, per quale motivo, alcune categorie vengano tenute in maggiore considerazione rispetto ad altre. I criteri adottati dalla Giunta sono oscuri, non condivisi e troppo discrezionali. Oggi in Commissione abbiamo chiesto chiarimenti ma non è arrivata alcuna risposta. E’ ormai evidente come per la Giunta Cirio ci siano attività di serie A, che possono ottenere il bonus, e di serie B che vengono dimenticate.

Il Bonus rappresenta comunque un piccolo contributo che non sarà sufficiente per superare questa crisi senza precedenti. Per senso di responsabilità non ostacoleremo questo provvedimento ma continueremo a lavorare, in Consiglio regionale ed in Commissione, per comprendere tutti i settori tra i beneficiari dei bonus e per aumentare gli strumenti messi in campo dalla Regione per il mondo del lavoro piemontese.

Gruppo regionale M5S Piemonte