Gruppo (M5S): Approvata legge canoni idrici al VCO. Grazie al contributo del M5S destinati proventi anche alle altre province piemontesi

Abbiamo sempre ribadito che la specificità montana del VCO dovesse essere riconosciuta con atti concreti e la concessione dei canoni idrici è uno di questi.

Un riconoscimento fondamentale per l’amministrazione provinciale a cui gli 8 milioni dei canoni serviranno a sanare i problemi di bilancio della Provincia e per interventi a favore del territorio, come chiedeva un nostro ordine del giorno approvato all’unanimità nella passata legislatura.

E’ prevista anche una ripartizione del 50% dei canoni idrici di rispettiva competenza alla Città Metropolitana di Torino e alla Provincia di Cuneo e la creazione di un fondo di perequazione per tutte le province che verrà distribuito, come richiesto dal M5S, attraverso un criterio proporzionale ai km di strade di competenza per la loro messa in sicurezza.

Gruppo MoVimento 5 Stelle Piemonte

Divisione Ato4, dalla Giunta nessuna chiarezza ma conferma di riunioni “carbonare”

Nessuna chiarezza sul fantomatico progetto di suddividere l’ATO4 della Provincia di Cuneo consegnando la metà ai privati. Oggi ho portato il caso in Consiglio regionale attraverso un’interrogazione rivolta alla Giunta senza ottenere risposte soddisfacenti.

L’assessore all’Ambiente Marnati non ha comunicato le reali intenzioni dell’esecutivo regionale. Ha però confermato il ruolo svolto dall’assessore alla Sanità Icardi in una riunione con alcuni sindaci del territorio. Non si comprende a quale titolo Icardi abbia preso parte a questi incontri informali. Ci sembra che la strada intrapresa sia quella delle riunioni “carbonare” e non certo di un percorso trasparente e partecipato. 

Nella sua risposta l’assessore all’ambiente ha anche informato che i Settori competenti della Regione hanno svolto un’analisi in relazione alla coerenza della suddetta ipotesi con le leggi regionali in materia di servizio idrico integrato. Pensiamo sia grave ed assurdo impegnare risorse e personale della Regione Piemonte per un progetto di cui non vi è, formalmente, alcuna traccia scritta. 

Nel merito della proposta di spacchettare l’ATO4 esprimiamo la nostra assoluta contrarietà. Da sempre pensiamo sia fondamentale mantenere pubblico il servizio idrico. E siamo in buona compagnia, concorda con noi il 95% dei cittadini italiani che nel 2011 andò alle urne per evitare la cosiddetta “privatizzazione dell’acqua”. Un concetto sottoscritto a chiare lettere da oltre il 70% delle amministrazioni comunali del territorio che si sono espresse nel marzo 2018. Se la Regione intende procedere verso questo obiettivo non ci faremo problemi a rivolgerci alle autorità competenti, a partire dalla Corte Costituzionale. 

Ivano Martinetti, Consigliere regionale M5S Piemonte

Divisione ATO4 Cuneo, vogliamo chiarezza dalla Regione Piemonte

Un’interrogazione in Consiglio regionale per fare chiarezza sul progetto di dividere in due l’ATO 4 della Provincia di Cuneo consegnandone la metà ai privati. Molti amministratori hanno parlato apertamente, ed in sedi istituzionali, di questa prospettiva ma sono ancora troppi i “buchi neri” nella vicenda. In Regione Piemonte non esiste un solo atto formale che vada in questa direzione. Non risulterebbe agli atti nemmeno una dichiarazione da parte di un qualsivoglia esponente della Giunta regionale o della maggioranza. Eppure, stando alle ricostruzioni di alcuni amministratori, si sarebbero susseguite in queste settimane riunioni più o meno formali, per certi versi “carbonare”, mirate a spacchettare in due l’autorità di governo delle acque in provincia di Cuneo. Cosa c’è di vero e cosa di falso?

Grave adottare un metodo per nulla trasparente per riformare un servizio fondamentale che riguarda migliaia di cittadini della Granda. Vogliamo chiarezza, per questo interrogheremo la Giunta in occasione del prossimo Consiglio regionale previsto martedì prossimo.

Da sempre pensiamo sia fondamentale mantenere pubblico il servizio idrico. E siamo in buona compagnia, concorda con noi il 95% dei cittadini italiani che nel 2011 andò alle urne per evitare la cosiddetta “privatizzazione dell’acqua”. Un concetto sottoscritto a chiare lettere da oltre il 70% delle amministrazioni comunali del territorio che si sono espresse nel marzo 2018. Se qualcuno in Regione Piemonte intende spacchettare in due l’ATO per affidare la metà ai privati, lo dica chiaramente. Non esiteremo a rivolgerci alla Corte Costituzionale, ed a tutte le sedi competenti, per far valere un principio sacrosanto e condiviso dalla stragrande maggioranza dei cittadini italiani.

Ivano Martinetti, Consigliere regionale M5S Piemonte

VALLE GESSO, BERTOLA (M5S): “PIANO INVASI: 8,5 MILIONI PER MIGLIORARE L’IRRIGAZIONE IN VALLE GESSO. RISPOSTE CONCRETE PER SOSTENERE L’AGRICOLTURA, L’AMBIENTE E LE PRODUZIONI LOCALI”

Il Governo, su proposta del Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, ha firmato il Decreto del Piano nazionale del settore idrico (Piano invasi) che contiene importanti investimenti per il Piemonte. 

Tra gli stanziamenti spiccano 8,5 milioni per la realizzazione di un intervento funzionale per rendere disponibile l’acqua invasata anche all’uso irriguo, l’unificazione delle prese e l’efficientamento della derivazione. 

Una risposta concreta alle richieste degli agricoltori di questa zona, con l’obiettivo di realizzare un’importante opera utile a chi lavora la terra ed all’ambiente. La nostra Regione arriva da un lungo periodo di siccità che ha creato disagi a molti agricoltori, questo è un primo passo per utilizzare meglio le risorse a disposizione evitando sprechi e sostenendo le produzioni agricole locali. 

Giorgio Bertola, Candidato Presidente Regione Piemonte

VILLAREGGIA, BERTOLA (M5S): “PIANO INVASI: 6,5 MILIONI PER IL PROGETTO DI IRRIGAZIONE A GOCCIA A VILLAREGGIA. RISPOSTE CONCRETE PER SOSTENERE L’AGRICOLTURA, L’AMBIENTE E LE PRODUZIONI LOCALI”

Il Governo, su proposta del Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, ha firmato il Decreto del Piano nazionale del settore idrico (Piano invasi) che contiene importanti investimenti per il Piemonte. 

Tra gli stanziamenti spiccano 6,5 milioni per la realizzazione di un invaso a supporto dell’impianto di irrigazione a goccia in comune di Villareggia (TO) destinati al Consorzio irriguo Miglioramento Fondiario “Angiono Foglietti”.

Una risposta concreta alle richieste degli agricoltori di questa zona con l’obiettivo di realizzare un’importante opera utile a chi lavora la terra ed all’ambiente. La nostra regione arriva da un lungo periodo di siccità che ha creato disagi a molti agricoltori, questo è un primo passo per utilizzare meglio le risorse a disposizione evitando sprechi e sostenendo le produzioni agricole locali. 

Giorgio Bertola, Candidato Presidente Regione Piemonte

ANDRISSI (M5S): “AD OLEGGIO AMIANTO IN ACQUA E NELLA RETE IDRICA, INTERVENGA SUBITO LA REGIONE. SUBITO NUOVE ANALISI E SOSTITUZIONE DELLE TUBATURE IN ETERNIT”

Circa il 38 per cento della rete idrica di Oleggio è ancora in eternit ed il 50% dei campionamenti sull’acqua che esce ogni giorno dai rubinetti presenta tracce di amianto. Un’emergenza a lungo taciuta ed ignorata da tutte le istituzioni: Comune, Provincia e Regione Piemonte.

I numeri sono allarmanti e parlano chiaro: su 101 mila metri di acquedotto comunale ben 38 mila sono costruiti in eternit. E’ quanto emerge dagli atti che ho richiesto all’autorità d’ambito n.1. Oleggio è di gran lunga il comune della zona con la maggior concentrazione di amianto nelle tubature, seguono Verbania con 2 mila 700 metri e Varallo con 5 mila.

Come se non bastasse su 6 analisi delle acque la metà presenta tracce di amianto. I prelievi sono stati commissionati da Acque Novara Vco ad uno studio esterno della provincia di Treviso e risalgono al 2015. Per quale motivo questi dati non sono stati resi pubblici? Non comprendiamo nemmeno perché il consorzio abbia fatto ricorso ad un laboratorio esterno quando il Ministero ha stilato un elenco dei laboratori esterni autorizzati, regione per regione, a fare le analisi sulla presenza di amianto anche nelle acque. La stessa Arpa Piemonte ha partecipato attivamente al tavolo tecnico nazionale per individuare il metodo analitico migliore per determinare la presenza di amianto nelle acque.

Chiediamo nuove analisi da parte di ARPA Piemonte, eccellenza nazionale sul fronte della lotta all’amianto. E’ necessario inoltre che il Comune avvii subito un piano per riqualificare la rete idrica e che la Regione Piemonte, nel nuovo Piano di Tutela delle Acque, preveda incentivi per i Comuni che intendono ammodernare l’acquedotto eliminando materiali inquinanti e potenzialmente dannosi per la salute pubblica.

Gianpaolo Andrissi, Consigliere regionale M5S Piemonte

DIGA VALSESSERA, ANDRISSI – BONO (M5S): “STOP ALLE MANCE PROMESSE AL TERRITORIO DAL CONSORZIO BARAGGIA. SI’ A PROGETTI PER IL TURISMO SOSTENIBILE”

I tempi stringono per il cantiere di una maxi diga in Valsessera ed il consorzio Baraggia, promotore del folle progetto, è impegnato in questi giorni nella promessa di “mancette” alle amministrazioni locali. Pressioni indegne e sui cittadini arrivando addirittura a ipotizzare non meglio precisate “compensazioni ambientali” per quegli Enti che acconsentiranno allo scempio del territorio.

Se i lavori non partiranno entro i termini di legge, con il via libera degli enti locali, l’intero progetto dovrà essere di nuovo sottoposto a valutazione nazionale da parte del Ministero dell’Ambiente.

Il Movimento 5 Stelle fin dall’inizio, insieme al comitato locale Custodiamo la Valsessera, ha contestato il progetto portando in Consiglio regionale la voce del territorio. Anche in questo caso ribadiamo il nostro no ad un’opera devastante per un territorio che potrebbe scommettere in futuro sul turismo sostenibile e sulla produzione di tipicità locali.

Invece di promettere “mancette” invitiamo il consorzio irriguo Baraggia a incontrare pubblicamente i cittadini contrari al progetto al fine di trovare alternative, ricordando che già in Consiglio regionale il progetto è stato giudicato negativamente con l’approvazione bipartisan di una mozione a 5 Stelle.

Gianpaolo Andrissi, Consigliere regionale M5S Piemonte
Davide Bono, Consigliere regionale M5S Piemonte

NONOSTANTE APPROVAZIONE DEL PIANO, TUTELA AREE DI RICARICA FALDE PROFONDE ANCORA LONTANA

Sono passati ormai 14 mesi dall’approvazione dell’ordine del giorno 799 che impegnava la giunta regionale a “realizzare entro 180 giorni l’individuazione dei vincoli e delle misure relative alle zone di protezione delle acque destinate al consumo umano attenendosi al principio di precauzione” e nulla ancora è stato deliberato. Nonostante le richieste provenienti dalle associazioni dei comuni alessandrini e della Valledora, dalla città metropolitana e dalla provincia di Vercelli di porre dei vincoli alle aree di ricarica al fine di vietare nuove discariche o ampliamenti e attività rischiose per l’ambiente, l’assessore Valmaggia, rispondendo alla mia interrogazione sulla tutela delle aree di ricarica e degli acquiferi, fa “melina” e per quanto garantisca di voler adottare i provvedimenti già approvati, non porta alcuna rassicurazione né sui tempi né sui modi con cui vorrebbe attuarli. 
 
Nel luglio del 2016 erano state pubblicate le mappe delle aree di ricarica e dai territori e dai Comuni coordinati erano giunte richieste puntuali per ottenere prescrizioni al fine di tutelare le aree di ricarica dell’acqua: inquinare lì significa contaminare le falde profonde da cui viene prelevata la nostra acqua potabile. 
 
Il vago impegno non può essere più tollerabile: monitoreremo e torneremo alla carica sia in aula che in commissione per chiedere tempi e modalità certi.
 
Gianpaolo Andrissi, Consigliere Regionale M5S Piemonte

CONFINDUSTRIA DIMENTICA LA VOLONTA’ DEGLI ITALIANI ESPRESSA NEL REFERENDUM. PIANO IDRICO PASSO IMPORTANTE PER TUTELARE L’ACQUA PUBBLICA

L’11 settembre scorso la Conferenza dell’Autorità d’Ambito cuneese ha approvato in via provvisoria il Piano che «disegna» gli investimenti sul ciclo idrico integrato della provincia di Cuneo per i prossimi 30 anni. Una prima visione evolutiva del servizio idrico dopo anni di incuria ed assenza di una gestione complessiva.

Un passaggio importante per rispettare la volontà di oltre il 95% di cittadini italiani che al referendum del giugno 2011 hanno chiesto che la gestione del Servizio Idrico Integrato (SII) rimanesse pubblica. Su un quotidiano della provincia di Cuneo non solo Confindustria ha contestato duramente l’adozione del Piano d’Ambito ma ha comprato un’ intera pagina per attaccare le carenze del Piano finanziario.

All’associazione degli Industriali, è utile ricordarlo, sono iscritte aziende che hanno quote nelle società private che attualmente gestiscono l’acqua (Gruppo Egea che tramite la Tecnoedil è socia di Alpi Acque S.p.a.). Secondo Confindustria gli investimenti, oltre 700 milioni in 30 anni, sarebbero “nettamente inferiori alle reali esigenze, soprattutto per la manutenzione e sostituzioni di reti ed impianti obsoleti” ed arrivando persino ad affermare che “il piano dell’ATO rischia di lasciare la Provincia di Cuneo senza acqua”.

Invece il Piano Finanziario prevede un incremento delle risorse da 15 a 24 milioni annui. Perché Confindustria in tutti questi anni non ha mai comprato una pagina di giornale per denunciare gli investimenti insufficienti, in particolare dei propri iscritti, o per paventare la mancanza d’acqua ai cittadini? Sarebbe abbastanza facile pensar male ma vogliamo credere che a seguito delle difficoltà idriche di un’estate particolarmente secca si stia facendo strada anche nel comparto produttivo privato una presa di coscienza dell’importanza della corretta gestione del servizio idrico integrato. Il piano finanziario e l’intero piano d’ambito potranno essere migliorati nei 90 giorni previsti dalla legge soprattutto per quanto riguarda i piccoli Comuni i quali porteranno sicuramente le loro osservazioni.

Il MoVimento 5 stelle farà sentire la propria voce, attraverso eletti, attivisti e simpatizzanti, su qualsiasi ingerenza da parte di soggetti che vorrebbero anteporre i propri interessi privati a scapito della volontà espressa dai cittadini italiani nel Referendum sull’Acqua Pubblica.

Mauro Campo, Consigliere regionale M5S Piemonte
Fabiana Dadone, deputato M5S

EMERGENZA SICCITA’: METROPOLI SENZ’ACQUA MA IL PIEMONTE NON TUTELA LE PROPRIE FALDE

Mentre dieci regioni italiane sono in procinto di chiedere lo stato di calamità e l’intera penisola raziona l’acqua potabile il Piemonte rinuncia a tutelare le proprie falde acquifere.

E’ il caso delle norme di tutela delle aree di ricarica delle falde acquifere profonde, una fascia di territorio tra i rilievi montuosi e la pianura padana che garantisce l’afflusso delle acque alle falde profonde

A “soli” 10 anni dall’approvazione del Piano di Tutela delle Acque (PTA) in Piemonte si provvede a dare attuazione alle norme specifiche per la tutela delle aree di ricarica.

Il risultato è che nessuna tutela verrà attuata e in tali aree e, addirittura, potranno essere realizzate nuove discariche. Unica eccezione viene fatta per la Valle Dora, area in cui lo scempio è stato perpetrato con la localizzazione di discariche (spesso fuori controllo) per decenni.
Inutile o quantomeno sterile intervenire a danno compiuto. Soprattutto se si giunge a compromettere aree attualmente strategiche dal punto di vista idropotabile. E’ il caso del campo pozzi di Predosa (AL) e dell’attigua area di Sezzadio dove sono previsti una discarica (proposta da una ditta privata) e un maxi deposito di raccolta dei detriti del Terzo Valico.
Il campo Pozzi di Predosa, per dare qualche ulteriore dato, ha la capacità di alimentare in rete circa 50 mila persone e potrebbe, con un investimento strutturale, arrivare a circa 200 mila. Un bacino enorme, pari alla metà della popolazione della provincia di Alessandria, che viene indegnamente posto sullo stesso piatto della bilancia degli interessi speculativi del COCIV (il General Contractor del Terzo Valico) e di Riccoboni SPA (la società che ha interessa a realizzare la discarica di Sezzadio).

Il fatto che tutte le amministrazioni regionali e provinciali degli ultimi dieci anni siano riuscite a far pesare di più gli interessi privati degli inquinatori rispetto a quelli collettivi del diritto all’acqua risulta quantomeno ripugnante. Si è assistito ad un decennio in cui centro destra e centro sinistra si sono rimpallati colpe e responsabilità ma l’immobilismo e gli scarica barili stanno pesando su tutto il “sistema acqua” della Regione e in particolare dell’Alessandrino.

Ora il Movimento 5 Stelle vuole provvedimenti urgenti dello Stato per bloccare progetti pericolosi per le falde e tutelare l’acqua che sgorga dai nostri rubinetti.
Lo Stato italiano riconosca la priorità e per una volta anziché impegnare enormi capitali in opere inutili o dannose per il territorio, si prodighi per aumentare la tutela di un bene primario e strategico come l’acqua. L’emergenza di questi giorni deve essere un monito per il futuro.

Tiziana Beghin, Europarlamentare M5S
Mirko Busto, Deputato M5S
Paolo Mighetti, Consgliere Regionale M5S Piemonte
Gianpaolo Andrissi, Consgliere Regionale M5S Piemonte