MI CANDIDO, NON MI CANDIDO. IL PD ANNULLA LE PRIMARIE E SI RIFUGIA NELL’USATO D’ANNATA, ALTRO CHE RINNOVAMENTO. I PIEMONTESI SAPRANNO CAMBIARE, COME FATTO A TORINO

 

Senza grande sorpresa, apprendiamo della candidatura di Chiamparino a Presidente della Regione Piemonte nell’interno della riunione di maggioranza. Solo a luglio aveva chiarito di non volersi più candidare, ma il Presidente aveva già cambiato idea una dozzina di volte in questi ultimi quattro anni, contraddicendosi altrettante volte.
Di confronto con i cittadini piemontesi neanche l’ombra, anzi annullate pure le primarie che da strumento “democratico” prima tanto strombazzato, sono diventate ora un pericolo da evitare. Sia mai che spunti fuori qualche giovane fuori dalla nomenklatura di partito, magari con le “mani libere”, che possa scippare la leadership ai “giovani” di Via Chiesa della Salute che da 40 anni ammorbano l’aria politica di città e Regione.

Buon per il centrosinistra, noi dal canto nostro proseguiamo il percorso di avvicinamento alle “regionarie” che da tradizione ormai consolidata si svolgeranno in rete tra gli iscritti alla piattaforma Rousseau, aprendo quindi la Regione Piemonte a tutta la società civile e ai piemontesi volenterosi di impegnarsi in prima persona per migliorare le sorti di una Regione, diventata in questi ultimi anni di alternanza centrodestra e centrosinistra, fanalino di coda di tutto il Nord Italia, allineandosi per indicatori economico, sociali e sanitari, alle regioni del centrosud.

Decisivo sarà inoltre un programma di reale collaborazione con il Governo del “cambiamento” che sappia reindirizzare le risorse nazionali ed europee dalle esigenze dei poteri forti (concessioni autostradali, grandi opere inutili, assicurazioni e banche) ai veri bisogni dei cittadini (trasporto pubblico, sanità pubblica con riguardo agli anziani e ai più deboli, piccole e medie imprese, lavoro e reddito, agricoltura e turismo sostenibile).

A tal proposito riteniamo difficile ipotizzare un cambiamento tramite un governo di centrodestra che non sappia valorizzare le esperienze di governo che stanno realmente portando una ventata di freschezza nelle facce e nei contenuti. Insomma, anche in Piemonte c’è veramente bisogno di cambiamento e solo forze politiche che corrono da sole, con le mani libere anche rispetto alla realizzazione del programma elettorale, come il MoVimento 5 stelle, possono incarnare tale cambiamento.

Gruppo Regionale M5S Piemonte

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