• venerdì , 14 Agosto 2020
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[Resoconto Sanità] Revisione Rete Ospedaliera


Buongiorno a tutte e tutti.
E’ il primo video che faccio nella nuova legislatura, la decima, in quanto adesso i “video della settimana” sono fatti dal nuovo capogruppo Giorgio Bertola. Io farò video in qualità di referente sanità del gruppo e vice presidente della Commissione Sanità.


La sanità piemontese è sotto attacco, come tutta la sanità italiana, per colpa delle richieste di austerità europea che produce tagli al Fondo Sanitario nazionale, oltre ad una palese incapacità e colpevolezza della classe politica piemontese.
Con la giunta Cota siamo stati di fatto commissariati; hanno portato i bilanci a Roma e lì gli hanno detto che così non andava a causa delle voragini lasciate da Ghigo, prima, e da Bresso, poi, e siamo così entrati nel cosiddettopiano di rientro.
Il piano di rientro vuol dire sostanzialmente: avete troppo debito, dovete rientrare tagliando. La giunta Cota nei primi anni, nel marasma degli arresti dell’assessore Ferrero (sostituita dal manager Fiat Monferino e poi dal tecnico di urbanistica Cavallera), aveva insistito principalmente sui tagli sul personale.
Sappiamo benissimo che la situazione degli ospedali e del territorio piemontese sono drammatiche proprio perché manca il personale. Le persone vanno tuttora in pensione e non vengono sostituite a causa del blocco del “turn over”. Questo ha permesso di risparmiare più di 100 milioni ma, alla fine, non è stato fatto alcun efficientamento concreto e abbiamo pagato con la cosiddetta mobilità passiva. Cioè cittadini piemontesi che, avendo liste d’attesa infinite (basta prenotare qualsiasi esame) hanno deciso di andare in Lombardia, un pò meno in Liguria e adesso inizieranno ad andare anche in Francia perché c’è la possibilità della mobilità tranfrontaliera. Questo si paga in quanto è un costo per la regione netto.
A dicembre del 2013 vengono approvati i Programmi Operativi, cioè come rientrare del debito, indicando punto per punto ogni azione da intraprendere (esempio spesa farmaceutica, acquisto di beni e servizi, rete ospedaliera e quant’altro), delibera già allora molto contestata dalle opposizioni, compreso il Pd.
Nel 2014 si va ad elezioni, vince il centro sinistra, e cosa ripresenta la Giunta di Centro Sinistra? Un piano di revisione della rete ospedaliera praticamente fotocopiato da quello della Giunta Cota. Se possibile addirittura più duro.
Revisione della rete ospedaliera vuol dire sia rivedere quali ospedali sono di Riferimento o Cardine (loro utilizzano parole inglesi difficili da tradurre quali Hub e Spoke) io preferisco indicarli in italiano. Riferimento cioè gli ospedali più grossi (Città della Salute di Torino, San Giovanni Bosco di Torino, Mauriziano di Torino, gli ospedali di Cuneo, Novara ed Alessandria) che hanno un pronto soccorso chiamato DEA di II livello che può trattare tutte le patologie, che ha tutte le specialità e tutte le discipline.
Poi abbiamo gli ospedali un po’ meno grossi chiamati Cardine, sempre con pronto soccorso DEA di I livello ma con meno discipline.
Infine abbiamo gli ospedali di base (ex di territorio) che hanno un pronto soccorso semplice senza rianimazione e poche specialità (tra cui chirurgia e medicina generale).
Tutto il resto viene trasformato in strutture di continuità assistenziale (1330 posti) tranne alcuni ospedali di area disagiata e montana (Susa, Cuorgnè, Ovada) con limitate funzioni. Oltre a questa revisione, che il partito democratico quando era all’opposizione contestava fortemente e che ora ripresenta in Giunta addirittura in maniera più dura, si fa un durissimo taglio dei posti letto.
Sono posti letto quelli in cui si possono fisicamente ricoverare sia le persone con malattie acute che per lungo degenza quindi per post acuzie.
Ad oggi in Regione Piemonte abbiamo ancora 17.702 posti letto. La norma nazionale prevede che debbano esserci 3,7 posti letto ogni 1.000 abitanti (3 in acuzie e 0,7 posti letto in post acuzie).
Noi al momento con la riforma proposta da Chiamparino e Saitta saremo sotto lo standard nazionale, pari a 3,5 posti letto per 1000 abitanti (2,6 acuzie+0,9 post-acuzie), scendendo a 15464 posti letto, con un taglio di 2238 posti letto.
Questo causerà semplicemente ulteriore allungamento delle liste d’attesa e quindi mobilità passiva di pazienti piemontesi verso le altre regioni, quindi un costo ulteriore.
L’ha detto anche l’assessore Saitta: si cerca solo di riempire di più i posti letto esistenti (da 75% a 80%), cosa un po’ difficile anche perché il calcolo è stato fatto su 365 giorni l’anno (anche sabati e domeniche e festivi), perché sappiamo che gli ospedali di sabato e domenica lavorano a regime ridotto in quanto c’è meno personale. E anche per quanto riguarda i day hospital si calcola su 5 giorni ma con un riempimento di 1,5 pazienti al giorno, quindi difficile.
L’assessore Saitta dice che si sbloccherà il turn-over a gennaio 2015, si tornerà ad assumere ma vogliamo capire con che soldi visto che questa riforma non darà risparmi anzi darà maggiori spese.
Invece i risparmi che dovrebbero avvenire dai programmi operativi si rinviano al 2015 e poi si vedrà cioè, ad oggi, non è stato fatto nulla su efficientamento, taglio della spesa, controllo delle prescrizioni, controllo della spesa farmaceutica e quant’altro. 
La Giunta dice 300 milioni di euro di risparmi che dovrebbero andare 150 milioni di euro sull’edilizia sanitaria, non in nuovi ospedali anche perché su quelli costruiti o in costruzione dobbiamo metterci le mani nei capelli, ma nella messa in efficienza di quelli esistenti, perché sono molto vecchi e rischiano di cadere a pezzi. Ulteriori 150 milioni di euro di investimenti sulle cure territoriali e domiciliari, sull’assistenza in generale che è molto importante per evitare l’accesso improprio agli ospedali e al pronto soccorso. Ma per adesso solo chiacchiere.
Ad oggi non si sa come, una riforma che taglia i posti letto, declassa molti ospedali, possa portare benefici e risparmi e noi temiamo che porterà anche un costo maggiore.
Per segnalazioni e denunce sul funzionamento della Sanità piemontese scriveteci a segnalazioni@piemonte5stelle.it

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