• venerdì , 7 Agosto 2020
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La norma salva-Sindaci incompatibili

Ciuffreda e tinivella.jpg
di Davide Bono
In questo Paese martoriato accade ancora – sebbene piuttosto raramente – che vengano promulgate delle leggi che rispondono a criteri dettati dal buon senso; è tuttavia talmente raro che – quando accade, accortisi del fatto che colpisce anche il tale ed il tale altro politico – si chiede e si ottiene, bipartisan, la classica sanatoria "all’italiana" per salvare tutti.
E’ il caso del decreto legislativo 39/2013 "Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di   incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti  privati in controllo pubblico, a norma dell’articolo 1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190", che ha introdotto nuove e più stringenti norme di incompatibilità per gli amministratori pubblici.


In particolare l’art. 12 "Incompatibilità tra incarichi dirigenziali interni e esterni e cariche di componenti degli organi di indirizzo nelle amministrazioni statali, regionali e locali", al comma 3 lettera b) sancisce l’incompatibilità"con la carica di componente della giunta o del consiglio di una provincia, di un comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione della medesima regione".
Oltre all’incompatibilità per i direttori generali, sanitari ed amministrativi di ASL, ASO e correlati, l’art.12 sancisce che "gli incarichi dirigenziali, interni e esterni, nelle pubbliche amministrazioni, negli enti pubblici e negli enti di diritto privato in controllo pubblico di livello regionale, provinciale o comunale siano incompatibili con la carica di componente della giunta o del consiglio di una provincia, di un comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione della medesima regione".
L’Autorità Nazionale Anticorruzione (CIVIT) ha emesso diverse delibere per interpretare la norma e dirimere le numerose incompatibilità emerse, tra cui la delibera n. 46 che chiarisce ad esempio la retroattività della norma legislativa. "La nuova disciplina è di immediata applicazione e cioè che gli incarichi e le cariche disciplinati dal d.lgs. n. 39/2013 comportano l’espletamento di funzioni e poteri che si protraggono nel tempo (quali, ad esempio, atti di gestione finanziaria, atti di amministrazione e gestione del personale, ecc.) e, trattandosi di un rapporto di durata, dunque, il fatto che l’origine dell’incarico si situa in un momento anteriore non può giustificare il perdurare nel tempo di una situazione di contrasto con la norma, seppur sopravvenuta a causa del mutamento della normativa. Deve concludersi, pertanto, nel senso che la nuova disciplina è di immediata applicazione”.
Il provvedimento legislativo di cui stiamo parlando ha posto la questione di incompatibilità per due Sindaci della nostra Regione, rispettivamente Libero Ciuffreda (Sindaco di Chivasso e Primario di Oncologia presso l’Azienda Ospedaliera "Città della Salute e della Scienza di Torino) e Anna Tinivella (Sindaco di Borgomanero ed al contempo Direttore della Struttura Complessa Laboratorio Analisi dell’ASL di Novara). 
Proprio in considerazione della delicata posizione di Ciuffreda, il responsabile del Piano Anti corruzione del Comune di Chivasso ha inteso sollecitare l’Autorità Nazionale, la quale ha riposto in modo piuttosto chiaro con la delibera 58/2013: "L’applicabilità dell’art. 12 del citato decreto deve…affermarsi considerando che anche i dirigenti sanitari possono avere responsabilità di amministrazione e gestione e non solo responsabilità professionale (art. 15 del d.lgs. n. 502/1992). Ne deriva che per decidere in ordine all’applicabilità del decreto in esame si devono individuare le posizioni che, implicando oltre che la responsabilità professionale anche forme di responsabilità di amministrazione e gestione, non possono essere trattate diversamente dal complesso della dirigenza della pubblica amministrazione… b) i dirigenti di distretto, i direttori di dipartimento e di presidio e, in generale, i direttori di strutture complesse rientrano sicuramente nel campo di applicazione della disciplina in esame.
Per questo in data 25 luglio ho inteso mandare una diffida a i responsabili del Piano AntiCorruzione dell’Azienda Ospedaliera "Città della Salute e della Scienza di Torino e dell’ASL di Novara, affinché provvedessero a segnalare l’incompatibilità di Libero Ciuffreda ed Anna Tinivella, ed affinché chiedessero loro di risolvere, entro 15 giorni detta incompatibilità optando per uno dei due incarichi. . La stessa cosa han fatto gli eletti M5S di Borgomanero e di Chivasso con i loro Comuni.
Politicamente, preferendo di gran lunga vincere grazie alle nostre idee, ci sarebbe spiaciuto dover assistere alle dimissioni di due Sindaci per via di una sopraggiunta normativa, ma il rispetto delle leggi è per il MoVimento 5 Stelle sacrosanto.
Tra l’altro, detta legge dice in altri termini, quello che noi affermiamo da anni. Non si può svolgere il ruolo di Sindaco di un grosso Comune ed insieme dirigere un reparto di un ospedale. Non solo è un potenziale conflitto di interessi oggetto della normazione nazionale, ma è una pesante situazione di incongruità temporale: si rischia per di più di lasciare scoperta un’importante Struttura Sanitaria, cosa che, con il momento ormai strutturale di tagli a pioggia, non pare proprio opportuno. 
Non crediamo infatti alla possibilità di svolgere bene due o più incarichi: basta ai supermanager del privato e del pubblico, come l’irredimibile Mastropasqua, che fingono di dirigere 10-12 aziende, lasciandole allo sbando. Superman esiste solo nei fumetti
La risposta di detti responsabili, giunta lo scorso 2 agosto, è stata interlocutoria, poiché nel frattempo – come ampiamente prevedibile – qualcuno si stava muovendo a livello politico per "risolvere" all’italiana la questione, e l’Autorità Nazionale Anticorruzione, per non "dare fastidio" aveva sospeso la sua attività interpretativa.
La soluzione auspicata dalla Casta non ha tardato ad arrivare. 
La scorsa settimana la Camera dei Deputati ha approvato il decreto "FARE " dove viene stabilita la non retroattività delle norme sulla incompatibilità degli amministratori locali, previste nel decreto legislativo 39/2013. Non c’erano dubbi, i partiti non potevano tollerare una legge contro i loro esponenti.
I partiti, su pressione dell’ANCI,  sono dunque intervenuti per stravolgere la legge, a loro uso e consumo. Trattasi inoltre di un pateracchio legale: è noto a tutti che l’incompatibilità è una condizione che o sussiste o non sussiste. Non trattasi infatti di una sanzione che non è mai retroattiva, ma il legislatore spesso è mosso più da interessi personali che dalla volontà di rispettare le norme. A questo punto meglio avrebbero fatto a cancellare la legge. Vedremo se la Corte Costituzionale impugnerà la nuova norma. 
Per il Prof. Ciuffreda e la Prof.sa Tinivella e altri come loro, hanno quindi abrogato la retroattività: ora potranno legittimamente continuare a svolgere “incompatibilmente” i ruoli di direttori sanitari e di Sindaco.
Con buona pace della legge anticorruzione e della rispettiva credibilità.

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