• mercoledì , 27 Maggio 2020
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Prima donazione del conto “Progetti a 5 stelle” per il ricorso contro il deposito nucleare di Bosco Marengo

Prima donazione del conto “Progetti a 5 stelle” a favore della campagna contro il nucleare.
Siamo stati contattati più volte dai promotori dei ricorsi, tra cui il dott. Lino Balza, di Medicina Democratica.
Era già stato fatto un ricorso al TAR contro la costruzione del nuovo deposito dei rifiuti nucleari di II livello (cioè di radioattività intermedia), presenti nel sito di Bosco Marengo, sito dell’impianto ex-ENEA FN-Fabbricazioni Nucleari che ha operato dal 1973 al 1995 fabbricando combustibili per le centrali nucleari italiane (ricariche della centrale di Garigliano, prima carica e ricariche per Caorso, ricariche per Trino) e anche per reattori esteri. I materiali nucleari lavorati sono stati l’uranio depleto, l’uranio naturale e l’uranio arricchito fino al 5%.
La sentenza del TAR è stata negativa, giustificando un aumento della sicurezza dei rifiuti nucleari ivi contenuti in seguito agli imminenti lavori del nuovo deposito e la temporaneità dello stesso (20 anni a partire dall’inizio lavori in applicazione del dm 20/12/2004). Il sito nucleare dovrebbe diventare cioè un pericoloso deposito di sè stesso (entombment) per 20 anni, rimandando la soluzione definitiva della messa in sicurezza delle scorie nucleari prodotte sino al 1987.
Il punto sta tutto qui: posto che lo Stato Italiano – a prescindere dal colore del governo – non ha i fondi per gettarsi realmente nel nucleare, si sta nicchiando sulla necessità dal 1987 di risolvere definitivamente la questione rifiuti nucleari, o facendoli ospitare all’estero o localizzando un deposito nazionale ultrasicuro per secoli dal punto di vista geologico dove seppellire i rifiuti, sufficientemente difeso da possibili attentati o fuoriuscite (non che lo riteniamo granchè probabile questo degli attacchi terroristici, ma non si sa mai). Deposito richiesto l’altro dall’avvio del nuovo piano elettronucleare.
Così ci troviamo nella grottesca situazione in cui:
– da un lato, spingere per la localizzazione del sito definitivo (posto che si trovi e che le popolazioni locali lo accettino) potrebbe avvantaggiare il nuovo scriteriato piano nucleare

– dall’altra, i siti con scorie di livello intermedio divengono depositi di sè stessi per 20 anni e poi chissà…quanti governi e normative si succederanno nel frattempo? e così facendo, nella logica italiota di far qualcosa per fare nulla, si inizierà a fare i progetti sul nucleare con cui girare un po’ di milionate ad amici affaristi e progettisti, svuotando ulteriormente le nostre tasche e quindi gli stanziamenti per l’approvvigionamento universalistico dei livelli essenziali dei diritti sanciti dalla Costituzione – sanità, istruzione, servizi pubblici – spingendoli sempre più nelle mani delle SpA in cui siedono o che servono. Vuoi mai che nel 2030 avremo davvero nuove centrali nucleari ancora senza deposito definitivo?
Per questo è importante diffondere e dar sostegno economico al ricorso al Consiglio di Stato per smascherare ancora una volta la truffa del nucleare, versando anche un euro a: “Nucleare Alessandria”, conto corrente bancario intestato a Medicina Democratica Scrl C/C 10039 ABI 05584 CAB 01708 CIN W Codice IBAN – IT50W0558401708000000010039
oppure conto corrente postale n. 22362107 intestato a Pro Natura Torino Via Pastrengo 13, 10128 Torino.

http://alessandriamd.blogspot.com/2010/06/presentato-il-ricorso-al-consiglio-di.html
Nel frattempo è necessario costruire una cultura generale basata sull’efficienza energetica e la responsabilizzazione dei consumi sul principio di “chi inquina, paga”, la diffusione di prossimità della generazione e della distribuzione (pannelli solari, mini-eolico, mini-idrico, pompe di calore, micro-cogeneratori in rete), in un’ottica di decentramento foriero di reale sovranità energetica necessaria alla realizzazione della democrazia al pari della sovranità alimentare e d’informazione.
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