Beppe Grillo in Piemonte con i candidati del MOVIMENTO 5 STELLE
ll MoVimento 5 Stelle nasce dalla rete degli Amici di Beppe Grillo. Dopo anni di attività sul territorio, migliaia di firme raccolte in due V-day per “ripulire” politica e informazione, lo studio delle esperienze virtuose nel mondo, presentiamo alle elezioni le nostre liste civiche. Siamo giovani cittadini incensurati, non iscritti a partiti, forti di metodi e contenuti innovativi e partecipati, per uscire dalla crisi economica, ambientale, politica e dei valori.
Le nostre proposte:
1. POLITICI A PROGETTO, DIPENDENTI DEI CITTADINI
2. TRASPARENZA TOTALE TRAMITE INTERNET PER TUTTI
3. PROGETTAZIONE CONDIVISA CON I CITTADINI
4. ACQUA PUBBLICA; SANITÀ e ISTRUZIONE, PUBBLICHE ed EFFICIENTI
5. ENERGIA PULITA, DISTRIBUITA, NO NUCLEARE
6. TRASPORTI PUBBLICI EFFICIENTI, NO TAV, NO MAFIA
7. NO INCENERITORI, CHI INQUINA PAGA, OBIETTIVO RIFIUTI ZERO
8. STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO, NO OGM
9. LAVORO DALL’ECONOMIA VERDE, TUTELA DEI LAVORATORI
10……costruiamo INSIEME il nostro futuro…
Grazie ad internet ed al volontariato abbiamo raccolto 17.000 firme per presentare una lista totalmente autofinanziata ed indipendente (né a destra né a sinistra) alle regionali 2010.
insieme a Beppe Grillo
Torino
Domenica 14 marzo ore 15.00 in p.zza CASTELLO
Ivrea (TO)
Domenica 14 marzo ore 21.00 in p.zza VITTORIO EMANUELE
Asti
Giovedì 18 marzo ore 17.00 in p.zza SAN SECONDO
Alessandria
Giovedì 18 marzo ore 21.00 in P.ZETTA MARCONI
Cuneo
Venerdì 19 marzo ore 17.00 in L.GO AUDIFFREDI
Alba (CN)
Venerdì 19 marzo ore 21.00 in p.zza SAVONA
Novara
Domenica 21 marzo ore 17.00 in L.GO MORSUILLO (Parco dei Bambini)
Verbania
Domenica 21 marzo ore 21.00 c/o INTRA
lo staff del moVimento 5 stelle Piemonte
I giovani del ‘96
Mentre il governo e l’intera opinione pubblica sono impegnati nel caos liste regionali, passa sotto silenzio un altro enorme pasticcio provocato dall’attuale governo. I protagonisti, loro malgrado, sono centinaia di migliaia di ragazzi e ragazze italiani nati nel 1996. Questi giovani e le loro famiglie sono impegnati ormai da oltre un mese nella scelta della scuola superiore; terminate le scuole inferiori devono ora decidere quale sarà il loro futuro professionale, una scelta che probabilmente li accompagnerà per tutta la vita. Dovrebbero essere aiutati e guidati in questo dagli adulti che stanno loro intorno, le scuole dovrebbero mettere a loro disposizione materiali e informazioni per permettere affrontare questo passo in modo consapevole.
Le iscrizioni termineranno a fine mese pertanto il tempo rimasto è poco e siamo ormai alla resa dei conti.
Scuole, insegnanti, famiglie, studenti, enti locali si trovano però a dover affrontare un grande problema: il governo ha dato il via al riordino delle scuole superiori senza completare l’iter procedurale dei regolamenti, che devono ancora essere vistati dalla Corte dei Conti, essere firmati dal Presidente della Repubblica ed infine pubblicati in Gazzetta Ufficiale. In assenza di regolamenti ufficiali le scuole e gli enti locali si trovano a dover interpretare le linee guida dettate dal ministero, passibili di cambiamenti di ogni genere. L’assessore provinciale ha cercato la settimana scorsa di presentare il piano per l’istruzione della provincia, ma ovviamente mancando i regolamenti governativi, è passibile di ulteriori modifiche e revisioni ed ha creato più confusione che ordine.
Inoltre le iscrizioni per l’anno scolastico 2010/11 che si stanno presentando in questi giorni sono del tutto illegittime essendo prive di presupposti legislativi. Leggi il resto di questo articolo »
La distruzione dei boschi, la legge Attila/Bresso
Caro Beppe, il recente post sul blog nazionale ci da l’opportunità di vedere da vicino un esempio concreto di applicazione (o di tentativo di applicazione) della legge Attila/Bresso. I boschi vengono distrutti se ci sono gli inceneritori (le chiamano centrali a biomasse) necessari ad alimentarne la distruzione. Dunque le cose vanno di pari passo: costruiamo le centrali, distruggiamo i boschi.
Hai presente il famoso passatempo (per chi ha ancora tempo libero da far passare) della Settimana Enigmistica “Trova le differenze”? Bene, ti invito a cercare le differenze di contenuto nelle dichiarazioni di esponenti PDL e PD-meno-elle. Io non le ho trovate.
“La Stampa” 10 gennaio 2010: Il legno petrolio verde “ricchezza della Granda”
(L’articolo è visibile integralmente qui)
Cito letteralmente dall’articolo:
<< Un’opportunità per il territorio che nobilita l’imprenditoria agricola – ha detto la presidente, Gianna Gancia [Lega Nord ndr], aprendo i lavori -. Lo Stato ha legalmente appoggiato vere e proprie truffe, incentivando gli impianti eolici e fotovoltaici. Siamo uno dei paesi meno ventosi al mondo, eppure si sponsorizzano le pale eoliche: quelle dell’Alta Langa sono sempre ferme, una vergogna.>> eccetera.
Ancora un altro pezzo dello stesso articolo:
<< L’assessore regionale all’agricoltura, Mino Taricco [PD ndr], ricordando il piano per ridurre del 20% l’utilizzo di fonti rinnovabili, ha annunciato la prossima entrata in vigore (a fine mese) di una legge regionale sulla forestazione, <<per valorizzare la risorsa bosco, sostenere gli investimenti, coinvolgere Comuni e Comunità montane nella gestione del petrolio verde>>.
Insomma tutti d’accordo! Il nuovo petrolio adesso è “verde” (e si tratta delle nostre foreste, pronte ad essere decimate), mentre la produzione di energia elettrica dal vento o dal sole costituisce una truffa. Forse dalle ciminiere delle “centrali a biomasse” uscisse aerosol, e i generatori eolici o i pannelli fotovoltaici costituissero un crimine.
17.000 volte grazie!
Come avrete letto sui giornali, il dado è tratto: la lista Movimento 5 Stelle Piemonte è stata ammessa e parteciperà alle prossime elezioni regionali. Ci servivano 13.000 firme, ne abbiamo raccolte oltre 17.000: e per questo non possiamo che ringraziare le tantissime persone che ci hanno dato una mano, perché il numero non è certo piccolo.
Tanto per darvi un’idea di che cosa voglia dire raccogliere 17.000 firme, andare a prendere i relativi certificati elettorali in qualche centinaio di comuni e mettere insieme ogni firma con il suo certificato, poi ricontrollare, impacchettare, portare, ho girato qualche secondo di immagini durante una di queste nottate… Certo ci riempie d’orgoglio il fatto di essere arrivati lì all’apertura degli sportelli con tutta la documentazione pronta e perfetta, mentre, come avrete letto, persino il maggiore partito italiano (il partito degli avvocati) riesce a sbagliare l’operazione e a farsi escludere – e poi, naturalmente, reclama un condono!
Adesso però non distraiamoci: il prossimo obiettivo sono i 60.000 voti su scala regionale che servono per eleggere un consigliere, e solo l’azione diretta di tutti noi può permetterci di raggiungerlo.
Presidio No-Rab
Nel dubbio, noi domattina saremo i primi a presentare la nostra lista “a 5 stelle” in Piemonte.
Si, perchè siamo già i primi! Siamo già quì davanti al Tribunale (vedi video su http://qik.com/video/5142082) e non c’è nessun altro.
Stanotte il presidio No-Rab veglierà sulla democrazia offrendo un the o un caffè ai cittadini che verranno a supportarci e farci compagnia.
(Loro non si arrenderanno mai. Noi neppure …nemmeno la notte).
Acqua rubata
Per parlarvi della votazione del 18 febbraio 2010, quando il Consiglio comunale ci ha negato la modifica dello Statuto della Città con cui volevamo assicurare la gestione pubblica dell’acqua, abbiamo scelto il titolo “Acqua rubata”. Leggendo l’articolo per intero (se vedete la scritta “Leggi tutto”, dunque, cliccateci sopra), noterete che non è una forzatura. Tanto più se avete visto la puntata di “Presa diretta”, intitolata allo stesso modo, andata in onda il 7 febbraio. Chi l’avesse persa, può guardarla sul sito della Rai, cliccando qui.
La nostra proposta ricalcava la modifica statutaria consigliata dall’associazione dei Comuni virtuosi, che trovate all’indirizzo http://www.comunivirtuosi.org/images/comunivirtuosi/statuto.pdf. Nella sua sostanza, questa modifica è stata accolta in molti Comuni (l’elenco è visibile qui con un click ed è continuamente aggiornato), come a Spoleto grazie anche ai nostri colleghi a cinque stelle.
A Rivoli no. Ricapitolando tutta la vicenda, cerchiamo di descrivere perchè è andata così. Potete in ogni caso farvi un’idea guardando sia il breve video che troverete sopra quest’articolo sia la ripresa integrale della discussione, cliccando sulla foto al fondo all’articolo (prendetevi un’oretta di tempo).
Il 19 novembre 2009 la Camera ha approvato la conversione in legge (n. 166/09) di un decreto (il 135/09), andando a modificare alcuni punti di un’altra legge (la 133/08) che convertiva un altro decreto. Tutte queste norme riguardano i servizi locali di rilevanza economica e favoriscono la loro privatizzazione. Interessante rileggere l’articolo 77 della Costituzione: il governo può approvare decreti «solo in casi straordinari di necessità e urgenza». Quindi il Presidente della Repubblica può respingere le leggi di conversione dei decreti anche senza entrare troppo nel merito, se necessità e urgenza non ci sono. In questa situazione è evidente che esse sono sentite solo da chi vorrebbe accaparrarsi la gestione di tutti i servizi pubblici. Naturale conclusione: il Presidente respingerà queste leggi, direte. Invece le ha firmate. Lasciamo a voi qualunque commento e torniamo in Consiglio comunale.
Raccolta Firme conclusa in tutte e 8 le ProVince!!
Domenica scorsa è stata una giornata memorabile, in giro per il Piemonte al seguito di Beppe Grillo ma anche un po’ per i fatti nostri, o in gruppo con le decine di persone che si stanno sbattendo per riuscire a presentare questa lista civica. Posso annunciare che le firme ci sono, anche a Vercelli: otto province su otto, burocrazia permettendo, e senza nemmeno fare i piagnoni come la Bonino. Quello dei radicali (che pure sono un partito che per tante cose apprezzo) è un caso di chiara schizofrenia: come ci si può lamentare del “silenzio assoluto dei media” in un comunicato sparato in prima pagina su tutti i giornali, dopo essere appena passati in tutte le trasmissioni televisive?
Forse, se i radicali non riescono a raccogliere le firme, è semplicemente perché non hanno abbastanza sostegno popolare; e lo dico essendo perfettamente cosciente di quanto i partiti usino la raccolta firme come metodo per scoraggiare i non allineati, mettendosi poi ad autoesonerarsi (come successo in Piemonte) o magari a fare irregolarità quando tocca a loro. Ma il piagnisteo della Bonino è teso, come dice chiaramente lei stessa, a ottenere al volo una leggina che li esoneri in qualche modo dalla raccolta: invece di denunciare i furbi, vogliono poter fare i furbi anche loro.
Domenica, comunque, al mattino siamo andati a Trino Vercellese, al presidio Phonemedia; speriamo di portargli bene e che oggi sia finalmente nominato il commissario. Stringe il cuore a vedere ragazzi di trent’anni (ma anche qualche persona più in là con gli anni) costretti a dormire nelle tende e ad occupare un ufficio ormai fantasma, in un fabbricato in mezzo ai campi, per difendere il posto di lavoro. Ho apprezzato anche di più quello che ha detto Beppe Grillo, che invece di venire lì a fare il piacione o a chiedere un voto di scambio ha detto chiaramente che lavoro di quel genere non ce ne sarà più, che non si può passar la vita a disturbare mezzo mondo al telefono per fare i piazzisti; e che invece lui darà il massimo supporto per il riconoscimento dei diritti, del welfare che ai giovani è negato, delle colpe e delle responsabilità degli “imprenditori” che fuggono con la cassa.
Il resto della giornata è stato in crescendo: poche persone a Casale Monferrato, tappa organizzata all’ultimo momento senza pubblicità e che è diventata soprattutto uno show ad uso delle telecamere del TGR; piazza piuttosto piena a Vercelli, dove abbiamo raccolto in extremis le ultime firme necessarie, e dove l’elemento extra di spettacolo è stato l’impianto audio surriscaldato dalla voce di Beppe (ha quasi preso fuoco); infine un bagno di folla a Biella, dove la sala conferenze della Città Studi era talmente piena che è stata allestita una seconda aula con l’intervento inviato in videoconferenza, e nonostante questo c’era ancora gente fuori, con tutta la zona intasata di auto abbandonate ovunque.
Beppe ha detto le solite cose interessanti, divertenti e soprattutto profondamente vere; spero prima o poi di poter montare qualche immagine. Nel frattempo, siamo qui che lavoriamo per voi; cittadini con l’elmetto alla riscossa.
La parola ai cittadini
La parola ai cittadini - LA TUA VOCE IN PIEMONTE
Il MoVimento 5 Stelle Piemonte invita i cittadini al primo incontro a Torino di Democrazia partecipata con Paolo Michelotto, imprenditore ed editore, che ha scritto e condiviso gratuitamente online il suo libro “La democrazia dei cittadini” nella versione web di 140 pagine. Nello scritto edito nel 2008, sono riportati esempi concreti e di successo dove i cittadini hanno partecipato: un percorso-guida ricca di idee innovative già sperimentate con relativi vantaggi e funzionamento.
Democrazia diretta, partecipativa, deliberativa.
Uno strumento di democrazia diretta che sta affermandosi nella nostra cultura è il bilancio partecipativo dall’esperienza di Porto Alegre in Brasile. Le nuove tecnologie informatiche e di comunicazione potrebbero essere sfruttate per nuove forme di democrazia diretta e-democracy (per esempio oggi è concepibile, almeno in Occidente, un referendum elettronico).
L’Italia prevede due strumenti di democrazia diretta: il referendum e l’iniziativa popolare. L’influenza di tali strumenti è, nel complesso, abbastanza marginale.
La Svizzera è l’unico stato che applica la democrazia diretta a livello nazionale, cantonale e comunale. Il popolo può bloccare una legge o una modifica della costituzione deciso dal parlamento tramite referendum o può imporre un cambiamento legislativo o costituzionale tramite un’iniziativa popolare. In quasi tutte le democrazie moderne, comunque, esistono istituti di democrazia diretta, anche se perlopiù sono fortemente limitati dai rispettivi governi o parlamenti.
Cittadinanza attiva, autogoverno locale, bilancio partecipativo sono stimoli per accrescere e evolvere il nostro impegno di cittadini. Leggi il resto di questo articolo »
Gran Bretagna, nuove prove sulla pericolosità degli inceneritori
Uno studio rileva alti tassi di mortalità infantile nei pressi di un
inceneritore nel nord-est dell’Inghilterra. Nuove prove dalla Gran Bretagna sulla pericolosità dei termovalorizzatori per la salute umana. Il sito della UK Health Research ha pubblicato uno studio sulla mortalità infantile nei distretti circostanti l’inceneritore di Kirklees, nella regione dello Yorkshire e Humber.
Dagli esiti della ricerca, consultabile sulla mappa della zona, è emerso che nei distretti posti sottovento rispetto all’inceneritore il livello di mortalità infantile è anormalmente alto, pari al 9,6 per mille, mentre nei distretti sopravento il tasso è circa dell’uno per mille.
L’impianto di Kirklees produce energia dall’incenerimento di rifiuti solidi urbani.
Grazie al Dott. Roberto Topino per la diffusione della notizia.
La nostra posizione sul tema dell’energia nucleare
Premessa
La nostra non è una posizione aprioristica, sen
za se e senza ma, ma ragionata e motivata. Vi sono paesi nel mondo che utilizzano l’energia nucleare da decenni, senza problemi, accettata dalla popolazione, integrata come infrastrutture nel territorio e inserita in una pianificazione e politica energetica coerente ed organizzata. Essi ne hanno tratto e continuano a trarne concreto vantaggio. Il nostro Paese non è tra questi e, secondo noi, non ha (più) la possibilità di esserlo. Ecco perchè.
Particolarità italiane
L’8 ed il 9 novembre 1987 l’Italia decise di porre, attraverso un referendum, severi limiti allo sviluppo dell’energia nucleare ed infine giunse, unico paese al mondo, a decidere di abbandonare anche quanto già realizzato. Scelta giusta o sbagliata questa è la situazione ad oggi. Dal 1987 ad oggi le quattro centrali nucleari italiane (Trino Vercellese, Caorso, Latina e Garigliano, quest’ultima ferma già dal 1978) non sono state “decommissionate” ossia smantellate; sono ancora lì con costi immensi sopportati dalla collettività (si stima oltre un miliardo di vecchie lire al giorno) e soprattutto tali siti, insieme ai tre siti di stoccaggio “temporaneo” dei rifiuti più pericolosi (Saluggia, Casaccia e Trisaia) contengono ancora circa 90.000 metri cubi di materiale radioattivo.
L’ultima definizione di un Piano Energetico Nazionale di lungo periodo è del 1988. Largamente disatteso (prevedeva infatti competitività del sistema produttivo, diversificazione delle fonti e delle provenienze geopolitiche, sviluppo delle risorse nazionali, protezione dell’ambiente e della salute dell’uomo e risparmio energetico) è oggi un documento comunque datato, anche perché si riferisce ad un quadro istituzionale e di mercato che nel frattempo ha subito notevoli mutamenti, anche per effetto della crescente importanza e influenza di una comune politica energetica a livello europeo. Le direttive e normative europee sono state dall’Italia recepite ma mai inserite in una politica coerente e di medio-lungo periodo. Ad oggi rimangono prive di risposta domande fondamentali quali:
- Come pensiamo di rispettare gli obiettivi di Kyoto entro il 2012?
- Come pensiamo di alimentare i nostri mezzi di trasporto nei prossimi 20 anni?
- Con cosa scalderemo le nostre case nei prossimi 30 anni?
- Soprattutto, quanto ci costerà? Potremo permettercelo?
Negli ultimi 20 anni tutti i grandi progetti infrastrutturali sono stati realizzati con ritardi immensi, ricorrenti scandali per corruzione e concussione, costi esorbitanti e scarsissimo rispetto per l’ambiente circostante. Molti sono ad oggi ancora incompiuti quando non addirittura ancora da avviare. Il territorio italiano, da nord a sud, è interessato da un dissesto idrogeologico generalizzato causato da incuria, sfruttamento indiscriminato delle risorse (acqua, roccia, ecc.) ed edilizia incontrollata (anche quella legale). Quale fiducia si può avere oggi in qualsiasi scelta governativa che miri a soluzioni basati su grandi investimenti e grandi infrastrutture? Leggi il resto di questo articolo »




